Tutti i saldi della Borsa e come si può provare a farli rendere al meglio

«L’incubo degli incubi» ovvero il crollo finanziario globale «è finito». Con parole, se pur ancora caute, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti mostra i primi segnali di ottimismo sulla crisi economica che ha travolto il pianeta. «Si è arrestata la caduta dell’import e dell’export, del commercio mondiale»: e se ancora non si può parlare di vera e propria ripresa, perché «fondamentalmente siamo in una situazione di incognita, comunque possiamo guardare al futuro con qualche prospettiva che sostituisce, come dice Obama, la speranza alla paura».
E allora trasformiamo il gioco di Borsa in un gioco. Passiamo, una volta tanto, dalla cruda realtà del listino alla surrealtà di un esercizio di fantasia. Rimettiamo in primo piano il valore delle cose rispetto a quello delle azioni e proviamo a trasformare queste in quelle. Attenzione: il gioco non ha lo scopo di guadagnare in Borsa, ma solo di modificare per un attimo il punto di vista. Abbiamo pensato di confrontare i valori di alcune azioni nei loro massimi e nei loro minimi, trasformando i prezzi in beni: nell’ultimo paio d’anni il crollo è stato profondo e visibile. C’è stato un picco all’insù, per tutte le azioni, che poi è diventato un picco all’ingù. Ma la storia insegna che nel tempo i valori massimi sono stati quasi sempre riconquistati: questo elemento statistico è anche un conforto. La Borsa del risparmiatore e dell’investitore avveduto è fatta di tempi lunghi: si misura sui lustri, più che sugli anni. Le crisi si superano, è solo questione di tempo; l’importante è che regga il sistema, che è quello che permette all’economia di mercato di funzionare.
In queste settimane i segnali di fiducia si sono moltiplicati: le banche americane, quelle da cui la crisi è partita, stanno diffondendo i dati del primo trimestre, e sono tutti positivi; alcune sono addirittura pronte a restituire i prestiti ricevuti dal governo. La Borsa americana ne ha tratto vantaggio, e così le altre piazze mondiali, Piazza Affari compresa. Le principali banche italiane - Unicredit e Intesa, quelle su cui si erano alimentate le maggiori preoccupazioni - hanno chiuso il 2008 in utile (rivelandosi tra le più solide banche del mondo) e la loro quotazione si è praticamente raddoppiata in poche settimane. Tutta l’economia mostra timidi segnali di risveglio.
Torniamo al gioco, un po’ come quello dell’uovo e della gallina. Oggi con 40 azioni Fiat (circa 300 euro) posso comprare un paio di scarpe? Domani, al recupero dei prezzi record, potrò acquistare un abito di sartoria. Mille azioni Unicredit, oggi, sono un ciclomotore «basic», lo stesso pacchetto ai suoi massimi corrisponde a una Fiat 600. La fantasia può spingersi più in alto: con 4mila Italcementi si può passare da un garage collocato in una zona semicentrale di Milano a un appartamento vero, anche se monolocale. Altri esempi si possono leggere nel grafico, elaborato sull’arco dei tre anni. Si può obiettare che il vero modo di vedere le cose è un altro: uno, due anni fa «avevo» un appartamento e oggi «ho» un garage; possedevo un’auto e mi ritrovo costretto a girare in motorino. In altre parole, i record sono dietro le spalle e chi sa mai quando torneranno. Molti risparmiatori hanno perduto migliaia e migliaia di euro, per loro il paragone è con il passato, non con il futuro.
È vero: il crollo c’è stato ed è innegabile. Chi ha perduto, è degno di rispetto. Ma perché adoperarci oggi in un esercizio che può sembrare il contrario della realtà? Il presupposto è che l’investitore avveduto abbia saputo limitare i danni e si sia messo in posizione di attesa per rientrare in Borsa. Oggi che il fondo sembra essere stato toccato, è il momento di riguardare con attenzione agli investimenti finanziari. Tuttavia, l’esercizio vuol essere un tentativo di «visualizzare» a quali soddisfazioni potrà portare, nei prossimi anni, il coraggio di oggi: l’obiettivo c’è, è visibile e riscontrabile. È il precedente record raggiunto in passato da ciascun titolo, ovvero il valore che prima o poi - la storia insegna - sarà matematicamente riacciuffato. È solo questione di tempo.