Tutti i segreti della Casana

È lo sviluppo locale l’obiettivo della Fondazione per il 2009

Raccontare Genova attraverso la Carige e rivivere la storia della Carige con gli occhi della sua rivista culturale, la Casana. È questo lo scopo de «Le radici del futuro. I 50 anni della Casana», la mostra che la Cassa di Risparmio genovese inaugurerà il 4 ottobre nella sua storica sede, a due passi da piazza De Ferrari.
«Questa rivista - dice con soddisfazione il presidente di Carige Giovanni Berneschi - è giunta ormai al numero 200 e contiene tutta la nostra vita, anzi è la nostra vita. E siamo convinti lo resterà ancora a lungo».
Curata dall’architetto Valerio Tunesi e dal giornalista Mauro Bocci, l’esposizione (aperta fino al 2 novembre tutti i giorni dalle 15 alle 19, e nel weekend dalle 10 alle 19) è suddivisa in due parti: nella prima, documentale, viene ripercorsa tutta la storia del pregiato prodotto editoriale diretto da Nino Gotta attraverso la riproduzione di foto e articoli significativi; nella seconda, artistica, è dato spazio a dipinti e sculture che con il loro pregio hanno fatto grande sia il mecenatismo della Carige che le pagine della sua rivista. «Siamo partiti dal concetto di bellezza per avvolgere il visitatore in una percezione inusuale dello spazio - spiega Tunesi - la parte centrale della mostra è dedicata quindi all’uomo con due gallerie laterali rivolte al mare e ai monti che ospitano rispettivamente opere a soggetto marino e architettonico. Ospitiamo infine anche quattro fregi di Santo Varni resi per la prima volta visibili al pubblico». Tra le opere più prestigiose in mostra c’è anche «Mosè fanciullo calpesta la corona del Faraone» di Gregorio de Ferrari, recentemente restaurato.
Non c’è solo l’arte però nel futuro di Carige: per il 2009, infatti, lo sviluppo locale sarà l’obiettivo principale della Fondazione, confluita, inoltre, definitivamente in Casana per quanto riguarda la comunicazione culturale. «È questo un segnale forte - è il commento del presidente della Fondazione Flavio Repetto - che queste due entità non sono disgiunte e la Fondazione deve continuare ad essere l’azionista di riferimento di Carige». E, è sottinteso, essere sempre più un attore importante (come 50 anni fa) di una nuova rinascita di Genova.