Tutti nudi davanti all'obiettivo La nuova moda è il sexting

Si chiama sexting ed è il nuovo trend che dilaga fra i teenagers: fotografarsi in <em>déshabillé</em>e poi inviare l'mms ad amici e conoscienti. Per avere altre immagini in cambio. In America è già diventato reato e quattro ragazze hanno rischiato di finire in manette

Milano - Si chiama sexting e qui dalle nostre parti significa ancora poco. Ma è solo una questione semantica. Il significato alligna già fra i giovani virgulti. Ed è una moda. La mania di scambiare foto osè con amici e conoscenti. Oltreoceano il sexting è dilagato a tal punto da costringere qualche giudice a prendere carta e penna e metter un po' d'ordine in materia. In Pennsylvania la polizia si è occupata dello scambio di foto osè e in New Jersey una quattordicenne è finita in manette per aver postato sul suo profilo di MySpace alcune foto senza veli. Insomma, quella che potrebbe sembrare una gogliardata, una versione digitalizzata del gioco del dottore o del Souvenir d'Italie di Amici miei, è una moda pericolosa, specialmente in età adolescenziale.

Sms e mail Bastano un telefono cellulare, un computer, una digitale e un po' di esibizionismo. Scende la spallina, occhieggia il capezzolo, sbuca la natica e il gioco è fatto. L'immagine è pronta per essere gettata nel mare della rete. Gettonatissimo il topless. Brigitte Bardot lo esibiva sulla Cote D'azur le giovani 2.0 preferiscono i "posati" davanti al cellulare.

Il mercato delle immagini E poi c'è il baratto. L'antica prassi dello scambio bilaterale di beni. Io ti do una figurina e tu me ne dai un'altra. Biglia per biglia, scubidù per scubidù, come in una legge del taglione. Ma quelli erano i tempi della rabona, non della Play Station. Quindi coscia per coscia, seno per seno. E la piazza di questi scambi spesso è la scuola.

E la reta fa da grancassa Una moda che dilaga fra i giovanissimi. E il dato, allarmante, arriva dagli States. Secondo un sondaggio condotto on line il 20 per cento dei ragazzi fra i 16 e i 19 anni pratica il sexting. Una volta fra i banchi di scuola ci si distraeva con battaglie navali e scherzi al compagno di banco. Ora, da una fila all'altra, sotto gli occhi ignari degli insegnanti, ci si scambiano foto osè. E poi, come da tradizione, tutto finisce on line. Basta fare un giro fra i più popolari social network per perdersi in una teoria infinita di foto le cui didascalie iniziano sempre con il primo pronome personale. Io nuda, io sexy, io in perizoma... ecc ecc. Facebook, Myspace, Flickr e Badoo ne sono un esempio. Ma ci si accorge della portata del fenomeno frugando nelle reti dedicate ai teenager. Vuoi mettere un profilo senza una foto sexy? Non sia mai.

La camera oscura E vostro figlio si improvviserà Helmut Newton. Tutti pronti con l'autoscatto, bicipite teso, addominali serrati come una saracinesca, gambe maliziosamente accavallate. Nella migliore delle ipotesi. In rete impazzano foto e video di ragazzi che si sono autopromossi modelli e hanno gettato la loro bottiglia di nudità nel mare della rete. In attesa, generalmente non troppo lunga, che qualcuno la peschi. E, dietro i risvolti preoccupanti di questo trend, qualche volta si nasconde una risata. La ragazzina che balla in lingerie aggrappandosi a un'anta dell'armadio, come fosse un palo da lap dancer, e se lo tira dietro rimandone schiacciata. O il ragazzo "beccato" dalla madre in tenuta adamitica davanti alla webcam. Incidenti del mestiere.