Tutti gli stratagemmi per non dimenticare nulla

Dalla concentrazione all’associazione di immagini, i metodi più diffusi raccolti in un libro

Monica Marcenaro

Ma c’è un modo per tenere allenata la memoria? Più d’uno a sentire gli esperti. Leggere sequenze di numeri, anche con dieci cifre, memorizzarle e ripeterle senza errori. Fare esercizi d’associazione, oppure giocare con l’autoconvincimento. Non occorre essere dei maghi, basta studiare e impadronirsi di un metodo. Ce ne sono diversi per fissare in un colpo d’occhio formule matematiche, chimiche, date storiche, articoli del codice, nomi e visi di persone. Sono alla portata di tutte le persone sane, ma occorre impegno: le tecniche non mancano e danno buoni risultati a patto di impadronirsene, allenarsi e prima ancora concentrarsi.
Parola degli esperti. «Questi metodi hanno origini remote, le prime testimonianze risalgono all'antica Grecia quando per supportare l'arte oratoria misero a punto alcuni sistemi di memorizzazione, poi ebbero una lunga tradizione di sviluppo nel rinascimento», dice Stefano Cappa, preside della facoltà di psicologia all'università Vita e salute e primario di neurologia all'ospedale San Raffaele Turro di Milano, dove tra gli altri coordina l'attività del Centro disturbi della memoria. «In ogni caso un po' di scetticismo è d'obbligo perché hanno un'utilità limitata, servono cioè a chi deve ricordare liste di numeri, oggetti, persone o dei testi come nel caso degli attori alle prese con un copione. Sono pure di grandissimo aiuto, come ha dimostrato uno studio scientifico condotto in Cina su cinquemila pazienti ultrasessantenni, per contrastare il declino mentale che è fisiologico con l'andare degli anni». Non tutti siamo poi dotati delle stesse capacità «perché la memoria è distribuita in modo disomogeneo tra gli individui - precisa Cappa - così come i caratteri distintivi della personalità». Di memoria poi non ce n'è una sola: esiste, per esempio, quella che gli specialisti definiscono passiva e che ci permette di ricordare poco o nulla se leggiamo un libro in modo meccanico e quella «intelligente» e di «lavoro», considerata buona memoria, che influenza la capacità di organizzare il proprio tempo. Le tecniche incidono sulla prima e tra scuole, corsi e libri la scelta è ampia, basta dare un'occhiata su internet oppure tra gli scaffali di una libreria. Gli scettici, per salvaguardare il portafoglio, possono iniziare scorrendo le pagine del Segreto di una memoria prodigiosa (pagg. 255, euro 9,90, ed. Gribaudo) per scoprire innanzitutto gli stratagemmi da adottare per rimanere concentrati.
I consigli non sono molto diversi rispetto a quelli che servono a un giocatore di golf il cui scopo è far arrivare la pallina in buca nel minor numero di colpi: serve un po' di training autogeno con cui impartire alla mente comandi positivi, tipo «voglio rimanere concentrato». L'input deve essere diretto, veloce e focalizzato sull'oggetto, creando il vuoto intorno: un atteggiamento che aiuta è mantenere lo sguardo fisso e fermo.Con un po’ di allenamento ce la si può fare e con altrettanta buona volontà ci si può buttare nei primi esperimenti: il presupposto per riuscire a mandare a memoria date storiche, numeri telefonici e articoli del codice è lo studio perché non c'è nulla di automatico e su ogni argomento sono diversi gli esercizi proposti e necessari.
«Le tecniche più antiche aggiunge Cappa - si rifanno all’associazione d’immagini, oppure di suoni». «Nell’antichità o solo 50 anni fa questi sistemi avevano una grande importanza - conclude Cappa - perché non esistevano le tecnologie di oggi e soprattutto non erano alla portata di tutti».