"Uccisa dall'infarto e dal ritardo dei soccorsi"

Nel Salernitano, una 44enne muore per infarto e i parenti accusano: "L'ambulanza, non attrezzata, è giunta dopo 45 minuti dalla chiamata". Lettera al ministro Lorenzin

Colta da un infarto nello studio medico, una 44enne è morta in attesa dei soccorsi. I familiari denunciano: “L’ambulanza è arrivata con 45 minuti di ritardo” e il cognato scrive al ministro Lorenzin.

La tragedia s’è consumata nella giornata di martedì scorso ad Eboli, nel salernitano. La donna si trovava in uno studio medico quando ha accusato il malore che le è risultato fatale. Subito sono stati allertati i soccorsi nel tentativo, purtroppo risultato vano, di salvarle la vita. Ma il cuore della 44enne salernitana, nonostante gli sforzi, ha smesso di battere.

C’è però la denuncia dei familiari che come hanno raccontato a Il Mattino, accusano ritardi e inadeguatezze nei soccorsi offerti alla loro congiunta. Il cognato della signora ha rilevato che l’ambulanza giunta sul posto a soccorrere la parente fosse di tipo B e quindi non dotata delle strumentazioni e dell’equipaggiamento adatto a fronteggiare la situazione clinica della paziente che era quella dell'infarto. E inoltre ha denunciato che i soccorsi sono giunti a distanza di 45 minuti dalla loro chiamata, nonostante lo studio si trovasse a circa trecento metri dall'ospedale, mentre i regolamenti garantiscono un intervento tempestivo in otto minuti.

E ha messo le sue accuse nero su bianco in una lettera indirizzata al Prefetto di Salerno, ai dirigenti dell’Asl e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per esporre la situazione, rimarcare le problematiche e denunciare l'episodio che è costato la vita alla cognata.

Commenti

Holmert

Mar, 10/01/2017 - 12:49

Questo succede perché le assunzioni negli ospedali di medici ed infermieri si fanno secondo le appartenenze politiche, concorsi pilotati, protezioni sindacali, e quant'altro. Ormai l'Italia è in mano a vagabondi matricolati che si danno ad occupare posti di responsabilità senza né competenza né coscienza. Non lo dico io , lo dicono le cronache. Ditemi che non è così, che non è vero.