Ucciso sotto casa con 10 coltellate alla schiena

Silvia Gilioli

da Reggio Emilia

Accoltellato davanti a casa, probabilmente per vendetta.
Un artigiano tessile di 34 anni, Christian Cavalletti, è stato ucciso giovedì verso mezzanotte, a Reggiolo, nella Bassa Reggiana. Una decina di coltellate, inferte alle spalle, alla schiena, alla testa e all'addome, con un'arma non ancora ritrovata. La macchina del giovane artigiano, una Fiat Doblò, aveva le gomme tagliate e questo può essere il particolare chiave. L'ipotesi prevalente è che Cavalletti si sia accorto dalla finestra del sabotaggio, sia sceso in strada per vedere chi c'era accanto alla vettura, in via Caboto, nella zona industriale di questo paese di 9mila abitanti. Abitava al primo piano dell'edificio che a pianterreno ospita un'azienda e sopra il suo appartamento e quello di un vicino. Vedendosi smascherato, a meno che non fosse una trappola proprio per attirare la vittima in strada, chi ha bucato le gomme ha aggredito la vittima. Che ha cercato la fuga, scappando verso casa. Inutile. È stato massacrato prima di arrivare alla porta.
L'allarme è stato dato dal vicino che ha sentito le grida e trovato il corpo nell'atrio, in una pozza di sangue. È lui l’unico testimone. Ha visto una figura allontanarsi di corsa. Ieri i carabinieri di Guastalla, coordinati dal pm Valentina Salvi, hanno ascoltato a lungo amici, parenti e colleghi di lavoro dell'uomo. Ma soprattutto l’ex moglie e il suo nuovo compagno. La pista privilegiata è che la tragedia sia legata a una vendetta maturata in ambito familiare. Proprio in mattinata il tribunale aveva discusso la causa di separazione di Christian Cavalletti dall'ex moglie, Francesca Brandoli, 33 anni, modenese, che aveva sposato nel '99. Il giudice aveva affidato al padre i due figli, di 5 e 3 anni.
Ieri la donna, che da un anno non viveva più con lui, è stata ascoltata a lungo dagli inquirenti, assieme al compagno, Davide Ravarini, 34 anni. In serata la sua auto e quella dell’uomo sono state poste sotto sequestro. Una serie di indizi lasciano credere che la donna avesse più di un motivo di rancore nei confronti dell’ex. Da una ricerca su internet si è scoperto che la donna mesi fa aveva chiamato in causa il marito, con tanto di nome e cognome, in un forum on line del sito «Quotidiano.net». Firmandosi con il nick «Cedara», in un messaggio inserito con il titolo «Aiuto la giustizia non c'e», il 15 giugno, giorno dopo la sua iscrizione al sito, si legge che «il presidente del Tribunale di Reggio Emilia mi ha portato via i miei bambini senza ascoltare me e il mio avvocato, il quale è rimasto sconvolto. Ma la cosa più obbrobriosa è che il mio ex marito Cavaletti Christian ha sul groppone tre denunce penali, ma è riuscito ad avere la custodia provvisoria di un bambino di 3 anni e uno di 5. Invece di lasciarli alla madre - prosegue Cedara - il Tribunale preferisce lasciarli tutto il giorno con due anziani di 80 anni, visto che il padre deve lavorare».