Udc: riforma che ci tuteli dal giustizialismo dei pm E il Terzo polo si spacca

L'Udc propone di dare la possibilità ai parlamentari rinviati a giudizio di chiedere alla
Camera di appartenenza una sospensione dell’azione penale per
l’intera legislatura. Ma i finiani: "Norma salva premier"

Roma -L'Udc apre a una seria riforma della giustizia che tuteli i parlamentari dal giustizialismo delle toghe. La proposta parte dal deputato dell'Udc Pierluigi Mantini e mira a riformare la Costituzione per dare la possibilità a tutti i parlamentari che siano rinviati a giudizio, di chiedere alla Camera di appartenenza una sospensione dell’azione penale per l’intera legislatura. Ma l'opposizione parte subito all'assalto con i democratici e i finiani che subito perlano di un lodo per salvare il premier.

L'Udc respinge le accuse "Non c’è nessun 'lodo Mantini' per Berlusconi, solo una seria proposta di riforma costituzionale per l’efficienza di un Paese dilaniato tra giustizialismo, impunità e quotidiani conflitti con la magistratura". Il responsabile Udc alle Politiche istituzionali smentisce che la proposta di riforma costituzionale da lui depositata di recente alla Camera come primo firmatario, sia studiata per offrire una soluzione alle questioni giudiziarie di Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano. L’articolo 7 di quella proposta introduce un nuovo comma all’articolo 68 della Costituzione e dà la possibilità a tutti i parlamentari che siano rinviati a giudizio, di chiedere alla Camera di appartenenza una sospensione dell’azione penale per l’intera legislatura. Il processo si bloccherebbe e riprenderebbe alla legislatura successiva, anche in caso di rielezione.

L'apertura dei centristi E' lo stesso Mantini a spiegare che non si tratta di una norma mirata alle esigenze di Berlusconi. "Noi siamo per la terza via delle garanzie e dell’equilibrata conciliazione tra politica e giustizia, nel rispetto delle istituzioni e del principio di leale collaborazione - spiega il deputato centrista - il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti è inadeguato per il Paese e va sconfitto con il voto, non certo con mezzi giudiziari ma la nostra riforma costituzionale riprende i temi delle 'promesse mancate' di questo decennio: il Senato Federale o delle Autonomie, la riduzione del numero dei parlamentari e delle province, la sfiducia costruttiva, l’interesse nazionale e altri ancora. Tutte riforme archiviate dal governo che punta solo sulla riforma epocale della magistratura". "C’è il tempo del voto e delle polemiche - conclude Mantini - ma l’Italia dovrà riprendere con ben altra forza e unità il cammino delle riforme".

Ma il Terzo polo già si spacca La proposta di Mantini rischia di spaccare il Terzo polo. Per la finiana Angela Napoli "non va bene dare assist a Berlusconi nel momento in cui il premier fa determinate dichiarazioni contro i magistrati solo perché lo considerano uguale a tutti i cittadini e perché non vuole sottoporsi al processo". Durissimo anche il Futurista di Filippo Rossi: "Una terza via che non convince, sulla giustizia, soprattutto in un momento in cui la politica del governo Berlusconi, tra leggine e lodi ad personam, sembra a senso unico. Verso la meta dell'impunità".

L'Idv: "Proposta indecente" "La proposta dell’onorevole dell’ Udc Mantini di impunità allargata è a dir poco indecente", spiega il presidente dell’Idv Felice Belisario affermando che "non si può pensare di essere ufficiale di complemento del premier, per salvarlo dai suoi processi". Secondo l’esponente dell'Idv, "il centrosinistra si deve svegliare e buttare alle ortiche false ed impossibili alleanze con coloro che vogliono avallare la malapolitica e pigliare a schiaffi la pubblica opinione". "L’idea di creare l’ennesimo scivolo per la casta è una porcheria, poi - lamenta Belisario - ci si stupisce che la gente si allontani dalla politica e che un centrosinistra che parli di grandi alleanze, sacrificando la sua originale identità, risulti poco credibile alla gente". "L’Italia dei Valori - conclude Belisario- non ha nessuna intenzione di camminare a braccetto con coloro che vogliono chiudere la giustizia in una cella e gettare la chiave. Si tratta di forze che non cambierebbero il nostro Paese, che, invece, ha bisogno di nuovo slancio, di vere riforme e di più fiducia nelle istituzioni".