Ue, disoccupazione al 9,5%: è record dal 1999 Cnel: con ammortizzatori salvati 800mila posti

L'Eurostat, l'ufficio di statistica europeo, fornisce cifre preoccupanti sulla salute dell'economia del Vecchio Continente: a luglio il tasso di disoccupazione è salito al 9,5%: il più elevato dal maggio '99. Sacconi: "Ora si colleghino i sussidi a
forme di apprendimento lavorativo"

Bruxelles - La crisi brucia posti di lavoro. Stando ai dati resi noti dall'Eurostat, il tasso di disoccupazione registrato nella zona dell’euro nel mese di luglio è salito al 9,5% in luglio, contro il 9,4% del mese precedente. Nonostante la grande base occupazionale manifatturiera, l’Italia ha contenuto gli effetti della crisi sull’occupazione al punto che il Cnel stima che 800 mila posti di lavoro siano stati salvati grazie agli ammortizzatori sociali con i quali il lavoratore conserva il rapporto di lavoro anche quando è costretto all’inattività.

Dentro le cifre Si tratta, spiega l’Eurostat, del tasso più elevato nei Paesi che compongono l’area dell’euro dal maggio 1999. Nell’Ue a 27 il tasso è stato del 9% contro l’8,9% di giugno. In questo caso si tratta del tasso più elevato dal maggio 2005. Nel luglio 2008 il tasso di disoccupazione era stato del 7,5% nella zona dell’euro e del 7% nell’Unione europea.  Quest’anno, tra i Paesi con il più basso tasso di disoccupati, Eurostat indica per luglio Olanda (3,4%), Austria (4,4%) e Cipro (5,5%). Il tasso più elevato resta invece in Spagna (18,5%) seguita da Lettonia (17,4%) e Lituania (16,7%). Tra luglio 2008 e luglio 2009, il tasso di disoccupazione degli uomini è aumentato dal 6,9% al 9,3% nella zona dell’euro e dal 6,6% al 9,1% nell’Unione europea. Il tasso di disoccupazione delle donne invece è aumentato dall’8,3% al 9,8% nella zona dell’euro e dal 7,4% al 9,0% nell’Unione. Quanto ai giovani al di sotto dei 25 anni, i disoccupati a luglio erano 19,7% nella zona dell’euro e il 19,8% nell’Ue-27. Anche in questo caso il tasso più elevato è stato registrato in Spagna (38,4%). Nel luglio 2009 i disoccupati degli Usa erano il 9,4% e quello del Giappone il 5,7%.

La situazione in Italia Nonostante la grande base occupazionale manifatturiera, l’Italia ha contenuto gli effetti della crisi sull’occupazione al punto che il Cnel stima che 800 mila posti di lavoro siano stati salvati grazie agli ammortizzatori sociali con i quali il lavoratore conserva il rapporto di lavoro anche quando è costretto all’inattività. Il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, fa sapere che ora "si tratta ora di collegare maggiormente i sussidi a forme di apprendimento e di esperienze lavorative che garantiscono il mantenimento delle competenze e con esse dell’occupabilità del lavoratore".