Ultime su Garlasco, Chiara voleva lasciare Alberto

Continua la caccia ai possibili moventi del delitto: in un filmato realizzato con la webcam la prova che il rapporto tra i due era in bilico. Il video compromettente trovato nel pc sequestrato al fidanzato. Ma il pm non conferma.

Garlasco - Ormai non passa giorno senza che sull’intricata vicenda di Garlasco non emergano i più disparati «sussurri e grida». Dopo diari segreti, fazzoletti impregnati di sangue, mazzette da muratore, ecco saltare fuori alcuni video compromettenti. Scovati dai carabinieri nel pc che lo stesso indagato Alberto Stasi ha consegnato spontaneamente, dunque offrendo le prove della sua colpevolezza. Nei video ci sarebbe la conferma della sua manchevolezza sessuale da cui il desiderio di Chiara di interrompere il rapporto e la reazione violenta del ragazzo.

Inutile andare in cerca di verifiche, come ormai capita da quasi un mese gli investigatori lasciano propagare qualsiasi notizia senza confermare né smentire. Pertanto gli ufficiali dell’Arma, se si fanno trovare, si limitano a rimandare alla procura. Ma il pm Rita Muscio non risponde nemmeno al saluto dei giornalisti. Il suo capo, Alfonso Lauro, va un po’ oltre ribadendo quanto già dichiarato in altre occasioni: «Il portatile di Alberto Stasi è sotto sequestro e non abbiamo ancora conferito incarichi per il suo esame». Ma alla domanda se qualche investigatore ci abbia ficcato il naso appunto «non conferma né smentisce». Limitandosi ad aggiungere che questa sera parlerà con la dottoressa Muscio per decidere se e in che termini fare una dichiarazione ufficiale.

In attesa del comunicato stampa, ci limitiamo a riportare l’ultimo tragico pettegolezzo. Dunque partiamo da quella mattina del 13 agosto. Chiara Poggi, 26 anni, viene sorpresa in casa dal suo assassino che la massacra con una decina di colpi al capo. Il corpo viene scoperto qualche ora dal suo ragazzo Alberto Stasi, 24 anni, che finisce nel mirino degli investigatori sia perché ha attraversato la scena del crimine senza sporcarsi di sangue, sia perché la giovane, molto discreta e per di più in pigiama, non poteva aver aperto se non a una persona di cui si fidava. Lui come alibi ha sostenuto di essere rimasto a casa per lavorare alla tesi da presentare quattro giorni dopo, usando il suo portatile, prontamente e spontaneamente consegnato agli inquirenti.

Ed ecco che proprio quel pc diventerebbe una cornucopia di indizi contro di lui. Primo tra tutti che quella mattina la macchina sarebbe stata accesa solo per pochi minuti. Ma tra i vari elementi a suo carico ecco spuntare anche un video, girato con una webcam e rimasto nella memoria del pc, che comproverebbe come il rapporto tra i due fosse solo platonico. Un segreto che avrebbe condannato Chiara, perché Alberto non voleva lasciare testimoni. Viene curiosamente da notare come la ragazza se ne sia accorta, o quanto meno se ne sia lamentata, solo dopo tre anni e mezzo di relazione.

Nessuno però conferma o smentisce questo importante reperto, stranamente neppure l’avvocato difensore del giovane Giovanni Lucido. «Ma per il semplice motivo che non posso farlo» precisa subito il legale. «Siamo in attesa della richiesta di incidente probatorio sul computer, per cui io, o il mio eventuale perito, non ho potuto visionarlo e quindi sapere quando sia stato effettivamente spento o acceso e cosa contenga, se video o quant’altro». Proviamo a capire che se lo possano aver fatto d’iniziativa i carabinieri. «Non voglio pensare l’abbiano fatto», replica asciutto Lucido.

Quindi a quattro settimane dall’atroce delitto siamo ancora in altissimo mare per quanto riguarda le indagini, circondati da mille «si dice» ma nessuna prova certa, in un senso o in un altro. O meglio una piccola certezza è stata raggiunta e segna un punto a favore dell’indagato. Venerdì sono state analizzate nei laboratori del Ris le principali tracce repertate sul corpo della vittima e nelle immediate vicinanze, senza però trovare il Dna o le impronte di Alberto Stasi. Per questo gli accertamenti scientifici riprenderanno questa mattina con ulteriori ricerche su nuovi campioni. Poi tanto per cambiare dopodomani verrà effettuato un nuovo sopralluogo in casa Poggi, sembra per passare di nuovo il «luminol» in tutte le stanze e verificare se l’assassino abbia attraversato altri spazi oltre l’ingresso e le scale della cantina.