Un'altra lista "Anemone" Ma la procura smentisce E Scajola: "Persecuzione"

Nella lista dell'impreditore ci sarebbe anche un frullatore per l'ex ministro. E lui: "Querelo per diffamazione persecutoria"

Un'altra lista, forse. È contenuto in una relazione tecnica relativa all’analisi dei computer di Alida Lucci, segretaria di Diego Anemone, l’elenco dei presunti regali fatti dal costruttore a diversi personaggi del mondo della politica, come l’ex ministro Claudio Scajola. Documenti - riportano oggi alcuni quotidiani - depositati dalla procura di Perugia nell’ambito dell’indagine sulla cosiddetta cricca degli appalti. È così emerso che Anemone aveva rapporti economici dal 2001 con l’allora ministro Scajola, retribuendo anche il suo autista. Avrebbe inoltre messo a disposizione la caparra per l’acquisto del suo appartamento romano in via del Fagutale (ma tra le uscite di Anemone figura anche un frullatore per l’ex ministro). Soldi e bonifici - scrivono ancora i quotidiani - anche per l’ex ministro Pietro Lunardi e auto di lusso per il cerimoniere di Sua Santità monsignor Francesco Camaldo, ma anche denaro sui conti del cardinale Crescenzio Sepe. Dagli accertamenti tecnici è poi emersa una fattura da 30 mila euro in favore di Olivia Bertolaso, la figlia dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Emergono poi spese immobiliari per il presidente dell’Enac Vito Riggio e 20 mila euro a beneficio di un immobile della coppia Giulio Violati-Maria Grazia Cucinotta.

Ma la Procura smentisce tutto. Non sono ancora arrivate alla Procura di Roma le carte della magistratura perugina, nell’ambito dell’ inchiesta sugli appalti G8, relative all’esistenza di un elenco dei presunti regali fatti dal costruttore Diego Anemone a diversi personaggi, anche del mondo della politica, e tra questi l’ex ministro Claudio Scajola. "Quando i documenti ci arriveranno li valuteremo - ha dichiarato il procuratore della Repubblica, Giovanni Ferrara - allo stato dare una qualsiasi indicazione sarebbe prematuro"

"Ancora una volta leggo notizie prive di fondamento sul mio conto. Si tratta di episodi già passati al vaglio dell’autorità giudiziaria che non mi riguardano e per i quali è stata ritenuta la mia totale estraneità". Lo afferma in una nota Claudio Scajola nuovamente al centro di indiscrezioni di stampa in merito all’inchiesta sugli appalti del G8. Si tratta, sottolinea l’esponente del Pdl, di «un inaccettabile accanimento persecutorio, che non ha trovato alcun fondamento di verità".