Un'associazione di atei inonda gli italiani di mail: "Sbattezzatevi"

Axteismo invia un comunicato con in allegato un modulo da compilare e da spedire alla propria parrocchia per chiedere di essere cancellati dalla "setta religiosa denominata Chiesa cattolica apostolica romana"

«Io sottoscritto/a ..., nato/a a ... il ... e residente a..., con la presente istanza, presentata ai sensi dell'art. 7, comma 3, del Decreto Legislativo n. 196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsabile dei registri parrocchiali. Essendo stato sottoposto/a a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato/a aderente alla setta religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana"». Comincia così, in un burocratese insolitamente aggressivo, il modulo che l'associazione Axteismo sta inviando via mail assieme a un comunicato nel quale spiega e chiede di render nota la possibilità per i non più credenti di cancellare la propria «fedina» religiosa. Axteismo è preoccupata evidentemente che gli atei non facciano valere i propri diritti e per questo allega un modulo prestampato che andrebbe compilato e inviato (tramite raccomandata a/r) alla parrocchia in cui si è stati battezzati per ottenere lo «sbattezzo», vale a dire la cancellazione da quella che per Axteismo è la «setta» guidata evidentemente dal «santone» Joseph Ratzinger. Del resto il manifesto di Axteismo (che si autodefinisce «movimento internazionale di libero pensiero») è illustrato in calce al comunicato: «Dateci spazio in tv per parlare e la Chiesa chiuderà bottega». E ancora: «Cerchiamo fondazione o università che sostengano studi e attività e imprenditore-editore che apra tv satellitare libera». Ateismo in cielo, in terra e in ogni luogo. Ma torniamo al modulo per lo «sbattezzo». Il testo è sbrigativo e quanto mai intimidatorio: il richiedente che compila il «form» dichiara di «rinunciare fin da subito a qualsivoglia pausa di riflessione o di ripensamento» e avverte il parroco che «considererò ogni dilazione come rifiuto di provvedere nel termine di legge (quindici giorni ai sensi dell'articolo 146 comma 2 del d. lgsn. n. 196/2003)» e minaccia in tal caso di ricorrere all'autorità giudiziaria oppure al garante per la privacy. Non solo: per essere sicuri di essere stato «sbattezzato», il richiedente esige «che dell'avvenuta annotazione mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta». E guai se il parroco (anzi, il «prete-stregone», secondo la definizione dell'associazione) facesse domande o, peggio, affiggesse sulla bacheca parrocchiale «come una sorta di messa al bando» la richiesta di sbattezzo: ci scapperebbe anche una denuncia alla Procura della Repubblica «con relativa richiesta di risarcimento di danni subiti». Ma perché poi l'ex cristiano dovrebbe preoccuparsi di essere «bandito» da una comunità della quale vuole formalmente uscire? È o non è un evento da festeggiare? «Ci risulta che - fanno sapere quelli di Axteismo - per l'evento qualche sbattezzato-cancellato organizzi anche una bella festicciola tra amici con tartine, pasticcini, caffè, tè e torta». Mancano solo i tarallucci e il vino.