Unipol: l’Opa sulla Bnl può slittare al 2006

L’ok di Bankitalia tarda ad arrivare e la compagnia assicurativa ha chiesto alle banche finanziatrici una proroga delle garanzie

Gian Maria De Francesco

da Roma

Uno slittamento al 2006 dell’Opa su Bnl non sarà un problema per Unipol. In un incontro svoltosi ieri tra le la compagnia assicurativa bolognese e le banche finanziatrici è stata vagliata l’opportunità di prorogare la garanzia per il pagamento del corrispettivo unitario dell’offerta, pari a 2,70 euro. In questo modo, il gruppo assicurativo guidato da Giovanni Consorte ha sbloccato parzialmente l’impasse legata al mancato via libera di Bankitalia e Consob, che stanno ancora esaminando il dossier, mentre i contratti di finanziamento già stipulati sono in scadenza a fine dicembre. In particolare, la procedura autorizzativa di Bankitalia è tuttora sospesa in quanto i tecnici di Via Nazionale hanno ritenuto opportuno effettuare maggiori approfondimenti alla luce dei rilievi mossi dalla Consob su eventuali patti parasociali con Deutsche bank e Popolare Emilia Romagna non dichiarati. Dunque l’orologio dell’Opa a Via Nazionale non è mai ripartito dopo che l’Isvap ha fornito il suo parere.
La giornata di ieri, però, non era iniziata sotto i migliori auspici per Unipol. La Commissione guidata da Lamberto Cardia ha comunicato che «non si ritiene applicabile l’articolo 104 del Testo unico della Finanza (che impone alle società sotto Opa di astenersi dal compiere operazioni straordinarie, la cosiddetta passivity rule) all’operazione di cessione delle attività detenute in Argentina tramite la Bnl inversiones Argentinas Sa».
La compagnia bolognese ha preso atto delle indicazioni fornite dalla Consob, riservandosi di verificare la legittimità del provvedimento. La decisione di Cardia, comunque, non è di poco conto perché garantisce all’istituto guidato da Luigi Abete la possibilità di cedere le attività bancarie argentine a Hsbc e quelle assicurative a una cordata alla quale partecipa anche Generali (azionista di Bnl con l’8,6% e presente nel patto con Bilbao e Della Valle) per 205 milioni di dollari.
Sempre ieri si è svolto il cda di Bnl che ha espresso per l’ennesima volta la propria contrarietà all’Opa, ricordando che Unipol dovrebbe ripatrimonializzarsi per almeno due miliardi per far fronte agli obblighi della nuova normativa sui conglomerati finanziari.
Ma è proprio il nodo patrimoniale che i consulenti di Unipol (Vitale & associati, Deutsche bank e Crédit Suisse) hanno già valutato in sede preparatoria dell’offerta e la rinegoziazione delle opzioni put con Banca Carige e Deutsche bank ha consentito al gruppo bolognese di alleviare di oltre un miliardo i propri impegni.
Anche per questo il consigliere di Unipol, Claudio Levorato, ha sottolineato: «I tempi lunghi sono dannosi, ma abbiamo fatto 30, si farà anche 31 e 32 se necessario».