Università, troppi prof e pochi ricercatori

Tra i nodi critici che rendono debole il sistema universitario italiano la proliferazione di lauree triennali e specialistiche, la scarsità di mense e alloggi e un sistema di retribuzione non meritocratico. Ecco le denunce del Libro Verde del Tesoro sul capitolo scuola

Roma - Troppi professori e pochi ricercatori. Ecco spiegato perché nelle università italiane la "composizione del corpo docente è inadeguata". A denunciarlo è il Libro Verde sulla spesa pubblica del ministero dell’Economia nel capitolo dedicato a scuola e università.

Sotto accusa anche le lauree triennali Un capitolo in cui la lista degli "aspetti critici" riguardanti il sistema scolastico nazionale appare quanto mai lunga. Sotto accusa "la proliferazione dei corsi di laurea triennale e specialistica non sempre rispondenti ai bisogni della società e del sistema produttivo" e la "scarsità di mezzi accessori (mense, alloggi, etc.)". Ma anche un "rapporto docenti/studenti inadeguato (più basso che negli altri Paesi avanzati)" e un "numero di borse di studio insufficiente e di importo inadeguato".

L'impegno non è ricompensato Fra le criticità il Tesoro segnala inoltre "un sistema di remunerazione 'rigida' dei docenti, che non ricompensa il maggiore impegno e la qualità del lavoro prestato nè nella didattica nè nella ricerca". La presenza negli atenei italiani di un numero eccessivo di professori ordinari (18mila) e associati (18mila) e di un numero insufficiente di ricercatori (21mila) - secondo il Tesoro - rende la docenza universitaria "più simile ad un cilindro che non ad una piramide" ed è dovuta al fatto che "per anni le università hanno preferito spendere risorse per garantire la progressione di carriera dei docenti piuttosto che assumere nuovi ricercatori". E da questo dipende "l’invecchiamento del corpo docente".