Gli Usa a Israele: "Stop case a Gerusalemme est"

La Casa Bianca "si oppone
alla costruzione" di 700 nuovi alloggi "a Gerusalemme Est" come
annunciato dal governo israeliano. Per gli Stati Uniti
israeliani e palestinesi dovrebbero riprendere i negoziati di
pace il prima possibile <br />

Washington - Il piano del premier israeliano Benjamin Netanyahu per la costruzione di 700 nuove case a Gerusalemme Est rappresenta un nuovo colpo al processo di pace in Medio Oriente: lo ha detto un funzionario dell’amministrazione americana, parlando in condizione di anonimato, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. "Riteniamo che le azioni unilaterali rendano più difficile il ritorno al tavolo del negoziato, e questo è il nostro obiettivo", ha detto il funzionario. Anche l’Unione Europea ha deplorato la decisione del governo israeliano di avviare una gara d’appalto per la costruzione di nuovi alloggi a Gerusalemme Est, la parte della Città Santa rivendicata dai palestinesi come capitale del loro futuro Stato.

Aprire al dialogo "Le costruzioni nei territori occupati sono illegali e contrarie al diritto internazionale", ha avvertito la presidenza svedese della Ue. Qesta decisione - ha aggiunto - "non favorisce la creazione di un clima propizio al negoziato" di pace. Israele considera l’intera area di Gerusalemme, conquistata nel 1967, come proprio territorio e quindi ritiene che le queste costruzioni non possano essere considerate come nuovi insediamenti in territori occupati e non rientrano quindi nella moratoria proclamata alcune settimane fa dal premier israeliano Benjamin Netanyahu per la Cisgiordania.