Usa: «Nel Casertano acqua infetta dal rubinetto»

«Campania e Vicenza, doppio allarme ambientale sull’acqua che esce dai rubinetti delle città italiane». A lanciarlo il Comando militare americano, che da sei mesi ha lanciato una grande campagna sull’inquinamento di aria, terra e acqua nella zona compresa tra Napoli e Caserta, dove vivono circa 10 mila tra militari e civili statunitensi. Lo rivela L’espresso, secondo il quale «la situazione più grave riguarda la Campania». A quanto riferisce il settimanale, dai primi risultati sugli esami condotti dal comando americano sulle abitazioni nell’area tra Napoli e Caserta risulta che «nel 30 per cento dei casi analizzati, si registra un’elevata eccedenza di contaminazione batteriologica. Valori di coliformi totali anche 50 volte superiori la norma e la presenza massiccia di coliformi fecali». Come l’acqua di fogna, solo che questa sgorga dai rubinetti. «Le analisi batteriologiche, condotte tra lo Us Naval Hospital di Napoli e i centri specializzati in Virginia, parlano di contaminazione delle acque in 48 dei primi 160 appartamenti monitorati», prosegue il settimanale, secondo cui «i 48 casi riscontrati dallo studio americano riguardano una decina di comuni, perlopiù casertani: Caserta, Casal di Principe, Casapesenna, Gricignano d’Aversa, Pozzuoli, San Maria Capua Vetere, San Cipriano D’Aversa, Villa di Briano e Villa Literno. E, oltre ai cittadini statunitensi, in quell’area vivono almeno 300 mila persone, tutte potenzialmente a rischio». La scorsa settimana, inoltre, rivela L’espresso, «nella contestatissima base di Vicenza gli esami hanno rilevato quantità anomale di idrocarburi. È scattato subito il divieto di bere e di cucinare con quell’acqua, e l’immediata distribuzione gratuita di bottiglie di minerale per tutti i 1.200 soldati. Nella città veneta i tecnici della municipalizzata e quelli del centro idrico di Novaledo negano emergenze e puntano il dito sui pozzi che alimentano parte della base statunitense. Ricordano poi la grande falla nell’oleodotto Nato che a marzo provocò una perdita di kerosene nel terreno alle porte dell’installazione militare: ma all’epoca era stata esclusa la contaminazione dell’acqua cittadina. Potrebbe quindi trattarsi, secondo loro, di un problema di manutenzione di depositi e condotte della caserma Ederle, base dei parà della 173ª brigata appena rientrati dall’Afghanistan, che hanno subìto lavori proprio nelle scorse settimane. Ma i tubi della base sono connessi a quelli della città: anche un problema interno al fortino può allargarsi a tutto il comune.