Usa, prof licenziata spara: 3 vittime

Docente 30enne della facoltà di Scienze dell'Università
dell'Alabama spara contro i colleghi dopo
avere saputo che non sarebbe stata confermata. Arrestata, fermato il marito

New York - Almeno tre morti e tre feriti, due dei quali in condizioni critiche. E' questo il bilancio, ormai quasi definitivo, di una sparatoria all'Università dell'Alabama. Una giovane docente della facoltà di scienze dell'Università dell'Alabama a Huntsville (nella foto), ha sparato contro suoi colleghi, provocando una strage, dopo avere appreso che non sarebbe stata confermata come docente e che la sua posizione sarebbe quindi rimasta precaria.

Secondo il portavoce dell'ateneo, Ray Garner, la donna è stata arrestata e una seconda persona è stata fermata, ma non é chiaro se è coinvolta nella strage. Si tratterebbe del marito dell'assassina, secondo alcune fonti. Non ci sarebbero altre vittime: la polizia ha isolato il palazzo della strage, lo Shelby Center di matematica e di scienze, e tutte le classi sono state ispezionate. Il campus è chiuso è c'erano pochi studenti al momento del dramma.

Le tre vittime erano colleghi della donna, come anche i due feriti gravi. Il ferito leggero è membro del personale dell'Università, ma non fa parte del corpo insegnante. Nessun studente è stato ferito.

I fatti si sono verificati intorno alle 16 locali, le 23 italiane, al terzo piano dello Shelby Center, il palazzo che ospita le facoltà di matematica e di scienze, durante un seminario di biologia, secondo le prime indicazioni. Il campus rimane chiuso fino a nuovo ordine, ha precisato il portavoce dell'ateneo.

Si chiama Amy Bishop, è una professoressa di biologia che ha studiato ad Harvard il pluri-assassino. Secondo la stampa locale la Bishop ha iniziato a sparare con un fucile dopo avere appreso che non avrebbe ottenuto la cattedra, il che significa che dopo un anno sarebbe stata probabilmente licenziata. Insieme al marito Jim Anderson, responsabile di un laboratorio, la Bishop, specializzata in neurologia, ha messo a punto nel 2006 un rivoluzionario incubatore di cellule, battezzato "inQ", piccolo, mobile e poco costoso per la coltivazione delle staminali.