Usa, il «raggio della morte» che non uccide

Nei libri di fantascienza era il raggio della morte. Nella guerra prossima ventura sarà il raggio della vita, l’arma rivoluzionaria in grado di annientare il potenziale bellico del nemico senza far strage di civili. Per ora non ha ancora un nome, ma ha già una forma. È un sigarone di tre metri e mezzo, un lungo cannone che la Northrop Grumman, un azienda di elettronica militare fornitrice del Pentagono, riesce a montare su una jeep o su un camion militare. La particolarità di questo cannone futurista è di sparare potentissimi fasci di microonde capaci di annientare qualsiasi congegno elettronico senza far alcun male agli esseri umani nei paraggi. Per comprendere le prospettive aperte dalla nuova arma basta immaginare la tipica situazione con cui si misurano i soldati della Nato in Afghanistan quando devono decidere se aprire il fuoco su un’automobile civile diretta verso i loro convogli. Il cannone a microonde sperimentato dalla Northrop scioglierà l’angoscia di quelle manciate di secondi in cui i soldati devono decidere se far avvicinare il veicolo - rischiando di ritrovarsi fatti a pezzi da un’autobomba - o se invece aprire il fuoco pur sapendo che l’uomo al volante potrebbe essere un innocente padre di famiglia. In casi come questi i raggi a microonde del sigarone “friggerebbe” in un attimo i circuiti dell’automobile e al tempo stesso manderebbe in tilt eventuali inneschi elettronici dell’esplosivo.
Descritto nel 1898 dallo scrittore Herbert George Wells nel romanzo “La Guerra dei mondi”, progettata a parole già dallo scienziato Nikolas Tesla all’inizio del XX secolo, l’arma a raggio doveva in passato fare i conti con le enormi quantità di energia necessaria per alimentarla. Per caricare un’arma a raggi c’era bisogno, fino a qualche tempo fa, di apparati grandi almeno quanto un enorme cartellone pubblicitario stradale. Gli scienziati della Northrop Grumman sono riusciti invece a produrre un’arma trasportabile con i comuni mezzi militari e in grado di “friggere” qualsiasi bersaglio elettronico a una distanza di circa un chilometro. Il concetto è quello di una torcia gigante capace di spostare un fascio di luce fino al contatto con l’obbiettivo. A quel punto qualsiasi circuito elettronico della “macchina nemica” viene distrutto dall’accumulo di energia generato dal raggio a microonde. Già oggi può dunque venir usato per impedire l’esplosione delle trappole esplosive comandate a distanza o per bloccare i kamikaze a bordo di autobombe.
L’applicazione più rivoluzionaria sarà però il suo utilizzo per il bombardamenti di obbiettivi al suolo. Per capirlo basta immaginare i danni collaterali di un eventuale blitz israeliano o americano sulle installazioni nucleari iraniane. Per distruggere quei laboratori scavati sotto le montagne bisognerebbe ricorrere a migliaia di bombe o addirittura a qualche atomica tattica mettendo nel conto l’uccisione di migliaia d’innocenti. Una squadriglia di aerei con cannone a microonde potrebbe mettere fuori uso tutte le installazioni nucleari senza fare vittime e costringere Teheran a ricominciare tutto da zero. Non a caso dopo i primi esperimenti della Northrop il Pentagono ha chiesto a Boeing, Lockheed Martin e Raytheon di sviluppare un arma a microonde aerea. «Quando l’avremo tutto cambierà – pronostica David Honey responsabile dello sviluppo scientifico al Dipartimento alla Difesa di Washington – a quel punto la guerra non consisterà più nell’uccidere il nemico, ma nel metterlo in condizione di non nuocere attraverso la deterrenza tecnologica».