In vacanza a Maiorca cade dal balcone e muore

Cronaca di un delirio annunciato quello della festa hawaiana che martedì notte ha sconquassato il centro di Sestri Levante con un'ottantina di ricoveri al Pronto Soccorso per ferite da taglio e coma etilico, vetrine spaccate, portoni divelti, auto e biciclette scassate, lampioni piegati e carrozze ferroviarie danneggiate. E vomito ed escrementi ovunque. Storiaccia brutta, che l'Hanoa Hanoa di Rudy Ciuffardi alla Piscina dei Castelli è solo un dolce sbiadito ricordo. La meglio gioventù da un po' di anni non ancheggia più scalza sulla sabbia, non arriva pagaiando in quel pezzo di paradiso sulle note dell'ukulele. Preistoria, che oggi sono più avanti. No Piscina dei Castelli, no Hanoa? Macché, Sestri ci riprova puntualmente a reimbastirla, ma «quest'edizione è stata davvero la peggiore» conferma Fabio Benincasa, comandante della locale stazione Carabinieri, che evita commenti e si appresta alla conta. «Erano tantissimi, qualche migliaio» in una città neanche tanto blindata. Ordinanza sindacale a vietare la vendita di alcolici dalle 14 del pomeriggio (elusa dai più), musica in tutte le piazze e niente carri allegorici se non quelli autorizzati dal Comune. Ma i ragazzi ascoltano un'altra musica e il copione in buona parte è già scritto da anni e paventato dalla città che con 'sta festa paga puntualmente il conto. Il tam tam in rete da giorni: da tutta la Liguria, e non solo, a Sestri per la festa hawaiana. Su Facebook l'annuncio che la dice lunga: «in duecento da Massa per mettere a ferro e fuoco Sestri». Alla faccia della festa dell'amore e della gioia; in barba a tutte le ordinanze del mondo che i figli dei fiori hanno preso per la via dell'eccesso violento. Ecchissenefrega! Ecco i ragazzi in rafia, pareo, fiori e bottiglie a saturare carruggio e lungomare. Fino al delirio che vuole lo sballo. Sestri spaccata, due livelli, due soglie, modi differenti di divertirsi. Prevale l'altro. Sa di rave party questa festa di facce perse e occhi vuoti: «Zombie, centinaia di zombie - li descrive Benincasa nel day after -. Uno spettacolo disarmante e deludente, anche per come abbiamo ritrovato la città all'alba Abbiamo cercato di presidiare evitando che certi comportamenti degenerassero». Ma il bilancio è stato comunque pesante; erano davvero troppi, molti neppure si sono accorti delle forze dell'ordine. Si parla di un accoltellamento in un carruggio, ma il comandante smentisce: «Le ferite riportate dal ragazzo sull'intero avambraccio sono compatibili con un coccio di vetro; probabilmente c'è stato un battibecco violento». Poi c'è quello che ha sfondato la vetrina del ristorante Mira sul lungomare, anche per lui una riga di punti, (...)