In Val D’Aveto il nuovo miracolo di Santo Stefano

Vista Corsica e Alpi Marittime. Che non guasta nella Santo Stefano D'Aveto dei monti vicino al mare, dei cento camini che fumano, del tempo perso nel fasto che fu. Che dopo il primo tratto di seggiovia biposto da Rocca D'Aveto a Prato della Cipolla, si regala anche il secondo, su fino ai quasi 1800 del Monte Bue. C'è da riprendersi le piste e rilanciare quello sciare in bellezza in un comprensorio in crescita. Il Comune con suo sindaco-guida Giuseppe Maggiolo ci lavora da tempo, la Regione ci investe sei milioni di euro e Santo Stefano rialza il muso. Complice la neve e quella via di fuga che si chiama turismo per riagguantare estimatori e declinare alternative. Sospeso tra Liguria ed Emilia, tra Genova, Parma e Piacenza, torna la stazione dei grandi numeri e cala gli assi di un paesaggio-riserva naturale che dell'anello del Penna ha fatto un fiore all'occhiello dello sci di fondo. Il resto è la la grande sfida della Santo Stefano Servizi srl di Matteo Buffa che da novembre 2009 gestisce l'impianto. Buona la stagione scorsa, ma quest'anno col Bue a tiro di seggiovia la musica cambia: «Siamo partiti bene - conferma Buffa - All'apertura sabato 3 dicembre abbiamo avuto più di 300 persone; e domenica 400, nonostante la nebbia fitta che alle 15 ci ha costretti a chiudere il secondo tratto di seggiovia». L'attesa è per le nevicate del prossimo fine settimana, «che dovrebbero assicurarci un buon innevamento - dettaglia Buffa - Lo scorso week end abbiamo aperto il solo parco scuola e il tratto di seggiovia da Rocca D'Aveto al Prato della Cipolla, con annesso rifugio». Format che probabilmente riproporranno i prossimi sabato e domenica, giusto aspettando le condizioni ideali per battere le piste, cinque in tutto: due rosse, una blu, un'azzurra e una variante della rossa. In assetto, l'impianto oltre alle due seggiovie è dotato di una sciovia a Prato della Cipolla e di uno snowpark con tappeto di risalita sempre alla Cipolla, condizione ideale per piccini e neofiti. Ma il colpaccio è la riconquista del Bue, «da cui partono una rossa e una blu - illustra Buffa - La prima arriva a Rocca D'Aveto o al Prato mentre la seconda solo al Prato della Cipolla. Dal rifugio lo skilift che porta fra le due seggiovie e da lì decidi che strada seguire». Resta il versante emiliano, ancora interdetto perché privo di impianti di sorta, anche se con la riqualificazione del comprensorio ligure si apre l'ipotesi-ripristino dello skilift di Prato Grande. Senza contare che il comprensorio del Bue potrebbe essere ampliato lungo il versante nord attraverso un potenziale impianto di risalita. Buffa allarga gli orizzonti e punta al tutto esaurito giocando su un'offerta differenziata supportata da una ricettività che vuole reggere il passo. Gli impianti sono aperti tutti i fine settimana e dal 26 dicembre al 9 gennaio continuativamente, con il gran Capodanno al Rifugio di Prato della Cipolla con ciaspolate e fiaccolata. Il giornaliero fa 20 euro per gli adulti e 15 per i ragazzi dai 6 ai 14 anni, mentre A/R sul primo tratto di seggiovia sono 8 euro, contro i 5 del secondo. Ancora apertura continuata l'ultima settima di febbraio e la prima di marzo; il 15 e 16 gennaio, invece, per la giornata del soccorso alpino, «inaugureremo l'unico campo antivalanga che esiste nell'Appennino - annuncia Buffa - E chi vorrà esercitarsi per intervento e soccorso dovrà venire qui». Attesissima a giorni l'apertura della pista innevata o ghiacciata per go kart, «e per l'estate stiamo pensando al golf e ad un campo pratica». Vulcanico Buffa, che la stazione fa stagione continuata. Ma adesso tocca alla neve e a quel progetto di impianti in fieri per riprendersi il sogno dorato che sbaragliò nel '60, navigò a vista e oggi si resetta, in questo borgo di vie strette che sanno di legna, all'ombra della Madonnina del Penna.