In Val di Vara il postino porta lettere e medicine

Accordo fra Comune di Beverino e Poste di La Spezia per la consegna di farmaci agli anziani

Maria Vittoria Cascino

Massimo Troisi ce lo aveva raccontato il suo postino masticato dal tempo, stretto a quella gente che lo interroga muta mentre lui apre il borsone di cuoio e cerca. In bicicletta, una strada dietro l'altra, una porta dopo l'altra. Succede nei film, certo. Ma succede anche a Beverino, 2300 abitanti, il «porto segreto» negli scritti di Mario Soldati, in quella Val di Vara di antichi borghi-castelli, sorti nell'altomedioevo e fra loro distanti. Beverino delle frazioni che si spandono per trentasei chilometri, delle case sparse che non si contano, delle distanze che si avvitano sulle curve. E molti finiscono per aspettare davvero il postino. Che compare in fondo alla strada, che mentre ti dà la lettera ti racconta di Giacomino che s'è rotto una gamba, o del figlio di Mario che s'è laureato. O della Anna che s'è innamorata di Pino. Che da domani ti porta anche le medicine, che così non devi chiedere a tuo nipote, che ha sempre da fare, di andartele a prendere nella farmacia di Padivarma. Perché non ti puoi muovere, perché sei troppo vecchio, o perché oggi non puoi lasciare la mamma da sola. Che magie fanno i postini senza essere al cinema. Ci hanno pensato il giovane sindaco Andrea Costa e le Poste Italiane della Spezia ad inventarsi un protocollo d'intesa firmato ieri in municipio. Che autorizza il postino a consegnare a domicilio le medicine alle cosiddette fasce deboli. Unico caso in Liguria e secondo in Italia dopo quello della Val Sesia. «Siamo un comune montano con sei frazioni-spiega Costa-Gli uffici postali sono solo a Beverino, Padivarma e Cavanella. La farmacia è a Padivarma. Le distanze tra paese e paese si sentono, tanto più che abbiamo un'alta percentuale di anziani. Così nasce l'idea del servizio a domicilio dei farmaci che partirà entro la fine del mese». Poste Italiane coglie l'input e lavora col sindaco al progetto: «Un modo per migliorare la qualità della vita dei nostri clienti» incalza Marisa Musto, direttrice filiale Poste Italiane della Spezia. Così in posta si smistano lettere, si vendono prodotti e si porta qualcosa che fa la differenza. E se Neruda-Noiret ti faceva venire i brividi quando suggeriva a Troisi le poesie che incantavano la bella Cucinotta, pensa alla potenza dei postini di Beverino che nella borsa stringono la pomata per Genio, le pastiglie per il cuore matto di Andrea e lo sciroppo per Lucia che sta a Trezzo. Che più bella non si può con le sue case fortificate e gli stipiti scolpiti. Con i vicoletti che ti portano a Bracelli, sul cocuzzolo a dominare la Val di Vara e a perdersi verso le Apuane.
Appunto. Mentre la farmacia sta a Padivarma. Come dire chilometri e qui la poesia non regge. Ed è così che «metteremo cassette esterne presso i tre uffici postali-spiega Riccardo Cazzola, responsabile servizio commerciale della filiale-più una in farmacia. Tutti potranno accedere al servizio senza spese, imbucando la ricetta. Che sarà prelevata in posta da un dipendente del comune, consegnata alla farmacia che darà in cambio quei medicinali che torneranno all'ufficio postale entro le 10. Qui entra in scena il postino che li consegnerà al destinatario insieme alla posta ordinaria». Tempo massimo di consegna 24 ore, «questo per l'ufficio di Padivarma, che resta aperto tutto il giorno e il postino parte da Riccò del Golfo. Se ha già consegnato ripassa il giorno dopo». Gli altri due uffici chiudono alle 10.30, scende la clair e il postino inizia il giro. Ma il discorso s'allarga. Il paese è piccolo, si fa per dire, tutti si conoscono, tutti collaborano. E nel progetto in via di perfezionamento vengono tirati dentro anche i medici. Che nelle visite a domicilio scrivono le ricette, se le rimettono in tasca e le imbucano nella prima cassetta utile. «Coinvolgeremo anche associazione di volontariato- riprende il sindaco-E visto che Beverino è capofila del distretto socio-sanitario, potrebbe trasferire il progetto tra le attività del distretto, allargandolo ad altri comuni». A Costa brillano gli occhi. Lui, capogruppo di Fi in Provincia, lui che si trova a governare dopo 40 anni di sinistra. Lui che abbassa l'ICI e riduce la tassa sui rifiuti del 10% per i monoutenti. Lui che portava i sacchi di sale nella brutta nevicata di febbraio, lui che punta sui 140 bambini iscritti a scuola. Lui che fa spendere al Comune 4500 euro per attivare la convenzione con Poste Italiane e chiede alla Regione di mettersi una mano sulla coscienza e contribuire al progetto, «anche se noi andiamo avanti lo stesso». Nella sala consiliare sindaco e poste firmano, «chissà che dando più lavoro alle poste, legandole alla nostre urgenze, li convinciamo a non chiudere gli uffici nelle piccole realtà» butta lì Costa. La direttrice Musto coglie l'affondo: «Non sono certo 4500 euro che cambiano la vita a Poste Italiane. Ma il sindaco ha capito che noi possiamo risolvergli un problema». Una bella collaborazione dove torna l'uomo in primo piano. Quel postino che aspetti, che viene avanti con la sua borsa a tracolla piena di lettere e medicine, che ti porta una po' di vita degli altri, che porta un po' di te per le vie strette che sale.