Valanghe e incidenti in montagna: tre morti e quattro feriti

Primo maggio nero in montagna. Una maxi valanga è precipitata per mille metri sulla Marmolada: 4 persone salvate dal soccorso alpino, una è gravissima. Una slavina ha fatto una vittima nel Meranese. Frosinone: muore mentre fa trekking. Ragazza di 26 anni si schianta in un dirupo con lo snowboard

Bolzano - Raffica di valanghe su Alpi e Dolomiti. Quattro persone che erano state travolte dalla valanga caduta sulla Marmolada sono state recupaerate vive: una di loro è in gravi condizioni. La valanga si è staccata a quota tremila, sul versante nord della Marmolada, in Trentino ed ha travolto alcuni escursionisti. I soccorritori con nuclei cinofili sono stati portati sul posto con elicotteri. Lunghe ricerche per salvare gli escursionisti sepolti dalla massa nevosa La valanga aveva il fronte di un centinaio di metri e una lunghezza di più di un chilometro. La zona dove si è abbattuta al momento del distacco era frequentata non soltanto da sci-alpinisti, ma anche da escursionisti con le racchette da neve. Le ricerche di altri eventuali dispersi sono per il momento cessate. La zona è stata battuta palmo e palmo e, sinora, pare che non vi siano altre persone sepolte sotto la neve. Per avere la certezza occorrerà però attendere l'esito di un controllo voluto dai soccorritori: visto che la gente sulle piste in questo Primo maggio era parecchia (almeno un centinaio di escursionisti) le forze dell'ordine hanno invitato tutti i presenti a scendere a valle e l'impianto di risalita che conduce lassù da Passo Fedaia è stato bloccato. Una volta che tutti se ne saranno andati, lasciando quindi con le loro auto il parcheggio a valle, se non rimarranno auto parcheggiate si potrà avere la ragionevole certezza che la grande slavina non abbia causato altri dispersi.

Il pericolo di caduta valanghe nella zona - dice il bollettino dell'Ufficio idrografico di Bolzano - è di grado 2-3 su una scala di 5. Un certo pericolo è determinato dall'innalzamento termico, dato che oggi il cielo è sereno dopo alcuni giorni di nevicate anche intense.

Un morto in val di Mazia  Uno sci-alpinista è morto, travolto da una slavina in Val di Mazia, in Alto Adige. La valanga si è staccata verso le 12 a quota tremila, nella zona del Meranese, travolgendo l'escursionista, un uomo del posto. Si sono purtroppo rivelati inutili i soccorsi immediatamente giunti sul posto con un elicottero partito da Bolzano. Sulla dinamica della disgrazia sono ora in corso accertamenti dei carabinieri. Roman Burgo, questo il suo nome, stava compiendo un'escursione assieme a due compagni, quando - hanno raccontato questi ultimi - proprio perché il pericolo di caduta valanghe era in aumento per il notevole irraggiamento solare, i tre hanno deciso di tornare a valle. E' stato in questa fase che la slavina ha investito l'uomo, che si trovava poco discosto dai suoi compagni di escursione. Sono stati loro a dare l'allarme, ma quando Burgo è stato trovato, sepolto sotto cinque metri di neve, per lui ormai non c'era più nulla da fare.

Slavina a Bormio Una grossa slavina si è staccata in località San Colombano, vicino a Bormio, in Alta Valtellina. Quattro persone sono rimaste coinvolte, ma per fortuna non ci sono state gravi conseguenze. Tre sono rimaste illese, una sola ha lievi ferite. Un elicottero del 118 è partito per i rilevamenti.

Frosinone, muore mentre fa trekking Un escursionista di 60 anni, G.A. di Alatri, è morto cadendo da un sentiero, dove stava facendo trekking insieme con il figlio e un altra persona, sul Monte Rotonaria, in località Collepardo, in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo quanto riferito dagli uomini del Soccorso Alpino e speleologico del Lazio, che sono intervenuti con diverse squadre, due jeep, un elicottero della Guardia Forestale decollato da Rieti, è caduto perdendo l'equilibrio mentre percorreva, ad un quota di poco più di mille metri, un tratto piuttosto scosceso e ripido del sentiero. Il figlio e l'altro escursionista, che precedevano G.A., sono tornati sui loro passi lungo il sentiero e hanno poi dato l'allarme.

A 26 anni muore con lo snowboard Una sciatrice di Bergamo è morta in una disgrazia avvenuta sulla Marmolada. La giovane donna, di 26 anni, mentre stava sciando con lo snow board fuori dalle piste battute, ha perso il controllo della sua tavola andando a finire in un crepaccio. Il suo corpo privo di vita è stato recuperato dagli uomini del soccorso alpino, già in zona per i soccorsi per la grande slavina caduta poco distante.