Il valore di frasi passate alla storia

Egregio direttore, nel Suo articolo, pubblicato nella prima pagina de il Giornale, Lei ripete quanto ha detto in una trasmissione televisiva, cioè che l'arroganza e l'immobilismo di una certa classe dirigente dell'Unione Europea sono paragonabili a «Maria Antonietta, la regina di Francia che - scrive Lei - «pronunciò la famosa frase Se non hanno più pane, che mangino brioches». Poi Lei continua scrivendo: «Fu la scintilla che diede avvio alla Rivoluzione francese ». No, egregio Direttore! Prima di tutto furono ben altre le scintille che diedero avvio alla Rivoluzione francese. In secondo luogo non è vero che codesta «famosa frase» sia stata pronunciata da Maria Antonietta. E Le cito Sergio Romano il quale, ad un lettore che gli aveva domandato se la «famosa frase» fosse stata veramente detta da quella regina, rispose: «Non sono un esperto di Maria Antonietta, ma posso garantirle che il motto a cui lei allude non è della regina di Francia. Nelle Confessioni, Jean-Jacques Rousseau scrive di averlo sentito in bocca a una vecchia principessa quando era precettore della famiglia Mably, 49 anni prima della rivoluzione». La verità è che Maria Antonietta fu una delle tante vittime innocenti di quella tristemente famosa «macelleria giacobina» (giudizio di Guido Ceronetti), durante la quale fu commesso il primo vero genocidio dell'età moderna, quello contro i Vandeani.

Vittorio Ciarrocchi

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Caro Vittorio, non avendo armi per controbattere, mi arrendo di fronte a tanta sapienza. Anche io sono a conoscenza di questo giallo storico, simile a tanti altri. È che certe immagini costruite da «giornalisti» infedeli ma geniali rendono onore alla verità più della verità stessa. È successo nei secoli scorsi, succede oggi. Poco importa chi in realtà abbia pronunciato quella frase e se in effetti sia mai stata pronunciata. Se è passata alla storia significa che il popolo l'ha ritenuta verosimile, aderente al personaggio. E questo vale più del parere di dotti studiosi. Almeno per me.