Varazze: verso gli Stati generali, quali valori nel Pdl?

2CARTA DEI VALORI
Famiglia, giustizia, libertà

sono e saranno la nostra base
Caro direttore, ho letto con attenzione l'intervista a Pierluigi Vinai e ritengo che in questa Società, diciamo moderna, non credo vi siano molti giovani come lui.
Lo considero come una rarità e mi auguro che tanti siano quelli che vorranno trarre giovamento dalle sue parole.
Non penso di fare cosa sgradita se mi permetto di elogiare il suo stile di vita e di pensiero (dati che si evincano dalle varie interviste da lui rilasciate). Quello che molto chiaramente e semplicemente, ma con estrema fermezza ha esposto sul contenuto del documento la «Carta dei Valori» del Popolo della Libertà, ci fa molto riflettere.
Quei valori fondamentali come: l'importanza della famiglia, il rispetto dell'altrui persona, la dignità, la responsabilità, la solidarietà, la giustizia e tante altre cosa ancora non possono che farci ritornare l'entusiasmo e la speranza di un futuro migliore.
Disse Qualcuno che «Per noi la libertà è l'essenza dell'uomo, l'essenza della nostra intelligenza e del nostro cuore...» cerchiamo di non dimenticarcelo mai.
Capogruppo Forza Italia
Municipio III Bassa Valbisagno
2VERSO VARAZZE
Ognuno di noi porti un mattone
per costruire questa casa
Ho letto con attenzione l'articolo intervista a Pierluigi Vinai, faccio parte della Commissione Carta dei Lavori, ci stiamo incontrando per scambiarci punti di vista, opinioni, ma soprattutto per capire quali sono i valori fondativi del Popolo della Libertà, cioè i sentimenti, le idee, i «sentire» che sono e devono essere comuni a tutti coloro che entreranno in questa grande casa che appartiene alla famiglia popolare europea. Sicuramente punto di partenza è la Carta dei Valori, quel documento che rappresenta la spina dorsale del partito e quei valori irrinunciabili che tutti gli elettori del centro destra condividono. Per creare un PDL forte e coeso, credo si debba partire da quei 15 fogli. E' fondamentale sapere cosa siamo e far comprendere a tutti che il nuovo partito non sarà una semplice sommatoria di percentuali con l'unico scopo di vincere le elezioni, ma sarà qualcosa di più sarà un popolo che crede nei valori della dignità della persona, della libertà e della responsabilità, dell'eguaglianza, della giustizia, della legalità, della solidarietà e della sussidiarietà, altro che partito di plastica!
Certo le divisioni e i dissidi ci sono e spesso hanno sfogo proprio su questo quotidiano, tuttavia ritengo che non potranno in alcun un modo fermare un treno che è ormai in corsa e che è spinto dalla forza dei milioni di cittadini che ci hanno votato. Io lavorerò nel mio piccolo per l'unità e porterò nella nuova casa il mio piccolo mattoncino, altri porteranno travi e architravi, altri le tegole, altri ancora si occuperanno delle fondamenta, così facendo si costruirà una grande e solida casa dove tutti potranno entrare e questo sarà il luogo deputato per dirimere eventuali divisioni e contrasti. Buon Lavoro a Tutti!
Matteo Campora
Vice Coordinatore Cittadino
Consigliere Comunale Genova
2CULTURA CATTOLICO LIBERALE
Forti dei nostri ideali per entrare nella famiglia Popolare
Caro Massimiliano,
sono molto contento che si stia sviluppando sulle pagine del tuo giornale un dibattito sui principi e sui valori che dovranno caratterizzare il nuovo partito del «Popolo della libertà» tuttavia, oltre che fornire il mio personale contributo, colgo l'occasione per esortare tutti gli amici che intendono intervenire nel dibattito a non sentirsi solo eredi di antiche tradizioni, ma piuttosto di prendere coscienza che stiamo diventando protagonisti di una nuova storia politica e culturale. Una storia che propone all'umanesimo cristiano e all'umanesimo laico di tornare a camminare insieme, riscrivendo i confini di una comune etica pubblica. Una storia che, per questo, non sentiamo solo politica ma anche etica, culturale e perfino spirituale.
Il nostro compito è agevolato dal fatto che per far parte della grande famiglia del «Partito popolare europeo», obiettivo a cui miriamo, il nuovo partito della libertà dovrà condividere e riconoscersi nei principi e nei valori stessi del Ppe. I principi di libertà, di giustizia insieme ai valori della tutela della vita, della famiglia, il rispetto della persona umana, in sostanza, ciò che è alla base della cultura cattolico-liberale. Un progetto che il Presidente Silvio Berlusconi ha sempre sostenuto e che si ritrova già nella carta dei valori di Forza Italia.
In coerenza con il più classico pensiero liberale, noi pensiamo che i diritti dell'uomo siano antecedenti e superiori rispetto a quelli dello Stato. Facciamo nostre le parole di Alcide De Gasperi: «Si parla sempre di diritti dello Stato come fossero sovrani e superiori a qualunque altro diritto mentre la verità è che prima viene l'uomo e poi lo Stato». Questa convinzione non ci distanzia solo dai fautori dello statalismo giacobino che vede nell'Assemblea il padrone e nell'individuo il suddito, ma anche dagli alfieri di quello «Stato provvidenziale che dovrebbe regolare e tutelare dalla culla alla tomba» la vita di ogni essere umano.
Il nostro liberalismo punta a promuovere valori di segno diametralmente opposto a quelli statalisti: il primato dell'iniziativa individuale, l'etica della responsabilità, il riconoscimento della famiglia come cellula base della società, il senso della tradizione, la predisposizione ad affrontare con coraggio ogni problema della vita, il patriottismo.
La domanda alla quale chi governa le moderne società europee deve dare risposta è la seguente: come mantenere in piedi il carattere universale della tutela sociale riuscendo, nel contempo, a innalzare la qualità e l'efficienza dei servizi.
La possibile soluzione del problema sta secondo noi nella costruzione di un Sistema Misto generalizzato nel quale il cittadino possa avere, appunto, piena «libertà di scelta» (con buoni scuola o buoni salute) tra una pluralità competitiva di offerte, private e statali. Il che vuol dire l'esatto contrario che privatizzare i servizi sociali: significa, al contrario, far entrare, a pieno titolo, nelle regole del sistema pubblico anche l'offerta privata, chiamando a intervenire imprese, cooperative, mondo del no profit. Si declinerebbe concretamente il principio di sussidiarietà orizzontale determinando un pieno coinvolgimento della società civile nella gestione dei servizi, accrescendo la responsabilità di tutti verso il «bene comune». Finora è accaduto esattamente l'opposto. Ci sarebbero molti altri temi da approfondire, ma sono certo che ognuno in base alle proprie sensibilità apporterà il proprio contributo e prima di concludere non voglio sfuggire a un tema che ci fa discutere molto e sul quale dovremo cercare le opportune convergenze: l'immigrazione. Di fronte ai massicci fenomeni di immigrazione è doveroso garantire l'accoglienza verso chi cerca la nostra terra come speranza di un futuro migliore, ma è altrettanto doveroso pretendere, da chi sceglie di venire nel nostro paese, rispetto per la nostra cultura, la nostra religione, le nostre tradizioni, le nostre leggi.
Luigi Morgillo
Vice presidente del Consiglio della Liguria