Vecchio termometro addio. L’Europa vieta il mercurio

Con il divieto del metallo, ritenuto tossico, sparisce un altro pezzo del secolo scorso. Nelle aste su internet si spendono cifre folli per oggetti che avevamo in casa fino all’altroieri

Roma - Da domani, complice un voto dell’Europarlamento, il mercurio va fuori legge nel vecchio continente: meglio evitare rischi da ingresso nella catena dei rifiuti, vista la sua tossicità. E fin qui, niente da dire. Ma la decisione, già approvata dal Consiglio (organo che riunisce capi di Stato e di governo), di fatto cancella un altro degli oggetti della memoria storica del vecchio secolo. Esce infatti di scena anche il vecchio termometro per misurare la febbre.

Quello usato per anni e anni non solo negli ospedali, ma anche nelle case di tanti italiani, alle prese con le tonsilliti dei figli o con le bronchitelle di stagione di ragazzi ed adulti. Un altro pezzo di storia che se ne va. Come i gettoni telefonici, i bicchieri di spuma (anch’essi vietati dalla Ue), le spille da balia e tanti altri oggetti dismessi per il cambio delle mode o dall’irrompere più frequente delle nuove tecnologie.

Prendete i dischi di vinile che solo 35 anni fa sublimavano la modernità con l’esplosione del rock e delle band: solo i collezionisti ne hanno ancora copie che custodiscono gelosamente. I giradischi portatili a pile sono spariti da tempo e anche le vecchie radioline a transistor con cui gli italiani si gustavano Tutto il calcio minuto per minuto sono ormai oggetti d’antiquariato. L’elenco degli oggetti spariti è ormai zeppo di pagine la cui lettura a tanti provoca sobbalzi nostalgici al cuore. Penna, pennino e calamaio sono fuori gioco da una vita. Con essi, per rimanere al comparto scolastico, la carta assorbente, quella carbone ed il compasso, nonché il flauto dolce che, anni fa, era considerato un po’ croce e delizia per tanti alunni delle medie.

E i «cerini»? Ve li ricordate? Chi li usa più per accendersi una sigaretta? Caschi per capelli dai coiffeur, cartoline illustrate da spedire, pellicole fotografiche, telegrammi e persino i già datati floppy disk sono sulla via dell’estinzione. Senza avventurarsi nella categoria telefonica in cui l’introduzione dei cellulari ha rivoluzionato solide tradizioni: niente più ghiere rotonde sugli apparecchi di casa, soppresse quasi del tutto le cabine telefoniche o i bar provvisti d’apparecchio fruibile dai clienti. Altro settore rivoluzionato quello dei giochi per bambini e adolescenti: i computer hanno mandato via via in soffitta e poi al macero una incredibile serie di giochi da tavolo, ma anche i teatrini delle marionette, i trenini Märklin o Lima (che oggi possiedono al massimo ricchi collezionisti con anni sulle spalle). Anche il vecchio tostapane è ormai fuori gioco per l’apparizione delle piastre elettriche. I fumetti se la passano male, i fotoromanzi che segnarono l’Italia degli anni 50 sono belli che sepolti.

Né la fila delle sparizioni eccellenti si ferma qui, senza avventurarsi negli attrezzi da lavoro ormai materiale da museo, specie in agricoltura. A rischio già s’intravedono i Vhs che pure sono da poco maggiorenni, le audiocassette, i ventilatori e i fax nonché la carte geografiche e le mappe per automobilisti e forse anche il metro da quando nei ferramenta - a prezzi sempre più bassi - compaiono i laser per la comoda lettura delle distanze.

È il progresso, bellezza. Anche se a tanti resta una qualche malinconia per la sparizione di cose che, per anni, avevano costituito la norma e forse una certezza. Sostiene comunque E-bay, grande venditore via Internet, di aver appurato che nelle case degli italiani vi sono 13 miliardi di euro di oggetti andati in disuso ma di cui forse fatichiamo a disfarci. La nostalgia, conta. Usa Today ha chiesto agli americani quali sono le 25 cose che «sentono» come sparite. Pragmatici come sempre, gli yankee hanno messo al primo posto il fumo. Poi, dopo vinile e altro, hanno nominato l’Urss e le stazioni di servizio. Non dimenticando al 25° posto Michael Jackson. Da noi, con tutta probabilità, sarebbe stato sostituito da Modugno o Mina.