Veltroni paladino della Betancourt Ma Rifondazione aiutava i rapitori

Mentre Walter dichiarava Ingrid cittadina onoraria di Roma, i suoi alleati finanziavano i sequestratori

da Roma

Il rapporto tra Rifondazione comunista e le Farc, l’organizzazione guerrigliera colombiana responsabile del rapimento di Ingrid Betancourt, secondo il governo di Bogotà sarebbe andato ben oltre i «semplici rapporti politici». A sostenere questa tesi è Repubblica che racconta della presunta esistenza di un dossier in cui sarebbero confluiti oltre duecento documenti, tra cui anche molte e-mail, raccolti dopo l’offensiva dell’esercito di Alvaro Uribe.
Un attacco poi culminato con l’uccisione nel marzo scorso del vicecomandante delle Farc, Raul Reyes. Documenti prelevati dalla memoria di un computer, che testimonia un carteggio piuttosto fitto tra l’organizzazione e alcuni responsabili di Rifondazione. Tra questi i due incaricati di seguire più da vicino la vicenda colombiana, per essere da tempo coinvolti nella mediazione del processo di pacificazione: Ramon Mantovani, al tempo (il periodo è successivo al 2002, anno di ripresa del conflitto) capo della sezione esteri del partito; e Marco Consolo, incaricato per l’America Latina negli stessi uffici di Mantovani.
È proprio il carteggio tra Consolo e Reyes a finire sotto la lente di ingrandimento di Repubblica. E in particolare una mail datata 4 dicembre 2004, in cui si affronta la vicenda complicata di Ingrid Betancourt, proprio in quei giorni dichiarata cittadina onoraria di Roma dall’allora sindaco Walter Veltroni. Consolo, a proposito della sua detenzione, scrive a Reyes: «Come tu sai è divenuta una questione fortemente internazionale. Nonostante il fatto positivo che significa per mantenere aperto lo spazio del negoziato (immagino che sia questa la tua valutazione) c’è il rischio concreto che diventi un boomerang». Poi Consolo, secondo la ricostruzione del quotidiano romano, avrebbe invitato un paio di rappresentanti della guerriglia a partecipare al congresso del partito ma «bajo otro sombrero», cioè in incognito. Sempre secondo la ricostruzione, dal 2002 in poi, momento in cui l’Onu e l’Unione europea inseriscono le Farc nella lista delle organizzazioni terroristiche, i due esponenti del Prc comincerebbero a utilizzare dei nickname, cioè dei nomi in codice, cosa, tra l’altro, smentita più volte dai diretti interessati.
Il rappresentante in Europa delle Farc è Lucas Gualdron. A lui Rifondazione avrebbe versato denaro destinato alle Farc (una volta mille, un’altra 400 euro). E a lui, secondo la ricostruzione di Repubblica, il partito italiano pagherebbe un soggiorno di cura in Svizzera. Fatto che sarebbe confermato dalla mail dello stesso Gualdron a Reyes, in cui racconta che «quelli di Rifondazione hanno voluto tutte le ricevute». Una circostanza che Roman Mantovani spiega così: «In realtà si trattava di una persona gravemente malata che tra l’altro godeva dello status di rifugiato politico. Diversamente in Svizzera non sarebbe potuto stare». Infine, siamo nel 2006, Gualdron scrive a Reyes che i suoi interlocutori nel Belpaese sperano di poter essere di maggiore aiuto alle Farc, visto che «Rifondazione è indispensabile per formare il governo».
Proprio ieri è arrivata a Roma Ingrid Betancourt, che nei prossimi giorni incontrerà Benedetto XVI, il presidente della Repubblica Napolitano e i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani. In serata, la Betancourt ha partecipato a una cena privata con il leader del Pd, Veltroni.
Intanto il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, annuncia che presenterà un’interrogazione parlamentare per sapere se «corrispondono al vero le conferme giornalistiche dei rapporti tra Farc e Prc». Una vicenda che esula dal terreno strettamente politico perché, conclude, «le Farc sono dedite ai sequestri e al narcotraffico e per l’Onu sono un’organizzazione terroristica».