Vendita Alitalia, Berlusconi garantisce: "Cordata italiana pronta in 3-4 settimane"

Il leader del Pdl: "Assurda la richiesta
di Veltroni che vuole
i nomi in 48 ore. La risposta a Parigi la darà
il prossimo premier e sarà un secco
no, non contro la Francia
ma contro le condizioni ricevute&quot;. <a href="/a.pic1?ID=249688" target="_blank"><strong>Air France non molla</strong></a> ma l'operazione slitterà. <a href="/a.pic1?ID=249856" target="_blank"><strong>&quot;Passo indietro&quot; di Toto per coinvolgere nuovi soci</strong></a><br />

da Roma

«C’è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti, assistiti da importanti banche. Occorre il tempo per accordarsi e conoscere i dati del gruppo. Alla fine di queste tre o quattro settimane la cordata presenterà una proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la situazione». Il candidato premier del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, anche ieri ha ribadito che nel destino di Alitalia c’è un’alternativa nazionale alle nozze con Air France-Klm. Il riferimento alle tre-quattro settimane di tempo per definire il nuovo rassemblement rappresenta una risposta alle dichiarazioni del segretario del Pd, Walter Veltroni che aveva invitato la cordata alternativa a «farsi avanti in 48 ore» aggiungendo che «Intesa dice di non saperne nulla».

Il monito è preciso: «Evitare di mettere Alitalia nel tritacarne elettorale ». Il Cavaliere, invece, ha tenuto il punto definendo «assurda » la richiesta veltroniana e convenendo sull’opportunità di non fare della questione un argomento di propaganda politica. «Ormai sono impegnato io, quindi si fa», ha dichiarato precisando che l’istituto di credito guidato da Corrado Passera «non ha smentito il suo interesse per Alitalia ed è disponibile ad aiutare un gruppo che presenti un serio piano industriale». «In previsione di avere la responsabilità di governo, sono sicuro che arriveremo a un risultato positivo » giacché «la risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e pieno no: non perché è contro la Francia ma perché contro le condizioni ricevute».

Secondo Berlusconi, «ci sono diversi imprenditori - i nomi non li faccio perché mi sono impegnato alla riservatezza - con cui ho parlato e che si stanno impegnando a presentare un’offerta su Alitalia». Il leader del Pdl ha poi voluto precisare quale sarebbe la vera entità di un eventuale coinvolgimento della sua famiglia nel salvataggio di Alitalia. «Ne ho parlato fuggevolmente con i miei figli, li conosco, e so che sono fatti in una certa maniera e non si tirerebbero indietro se qualcuno chiedesse loro di unirsi a un esercito di imprenditori». Quindi «non ci sarebbe nessun conflitto di interessi perché sarebbe un intervento ad adiuvandum».

Allo stesso modo, ha voluto dettagliare la tempistica del suo intervento. «Io - ha sottolineato - sono sempre rimasto lontano per non disturbare le trattative, però, dopo sei mesi di negoziato, Air France ha presentato delle condizioni inaccettabili e allora ho fatto appello agli imprenditori italiani affinché difendessero l’italianità della compagnia di bandiera ». Berlusconi ha reso noto di aver contattato telefonicamente il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sulla vicenda e che «per ora non cambia nulla». Ma «questo governo ha fatto il peggio possibile e ha escluso tutti coloro che potevano avere un interesse dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia,mentre sono cinque mesi cheAir France esercita la due diligence». Palazzo Chigi, ha proseguito «non faccia colpi di testa e ci dia la possibilità di operare con i tempi necessari».

La risolutezza berlusconiana, tuttavia, è stata oggetto di pesanti attacchi da parte dell’avverso schieramento politico. Il ministro delle Infrastrutture e leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ci è andato giù pesante: «Su Alitalia Berlusconi sta facendo insider trading. Sta rovinando le famiglie. Non siamo a una bocciofila, un candidato premier dovrebbe ritirarsi». Anche il candidato sindaco di Roma del Pd e attuale vicepremier, Francesco Rutelli, ha accusato il Cavaliere di «demagogia» sostenendo che «noi da ragazzi aspettavamo che ci regalassero il trenino, mentre Berlusconi vuole regalare ai suoi figli l’Alitalia e vuole i soldi dello Stato dopo che sono stati buttati all’aria nei suoi cinque anni di governo».

Accuse alle quali ha replicato il deputato azzurro Maurizio Lupi affermando che «Rutelli e Di Pietro hanno la coscienza sporca perché l’indecente proposta di Air France è il risultato dell’irresponsabile politica di privatizzazione messa in campoda Prodi». Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha confermato che «la cordata italiana esiste, è pronta e si paleserà entro breve», mentre Giorgio Jannone (Fi) ha rivelato che una compagnia bergamasca è pronta ad acquisire il ramo cargo. Berlusconi ci crede e dopo aver modificato il detto garibaldino («O si fa l’Alitalia o si muore») ha rivisitato all’uopo lo slogan del Pdl: «Rialzati, Alitalia!».