Vendola - Bindi, l'amore già finito "Rosy premier? Sì, ma solo a tempo..."

Il leader di Sel aveva proposto una grande coalizione anti Berlusconi, ma ora ci ripensa e vuole un governo transitorio. Renzi: &quot;La Bindi premier? Se il Pd vuole perdere va bene&quot;. La presidente del Pd: &quot;Non bisogna trasferire i problemi in casa d'altri&quot;<br />

Milano - Fini si squaglia e a sinistra non stanno molto meglio. C'è grande confusione sul presente e soprattutto sul futuro. Solo qualche giorno fa Nichi Vendola aveva parlato di una grande coalizione anti berlusconiana, aperta persino a Gianfranco Fini. E aveva candidato come premier Rosy Bindi. Subito Repubblica si era schierata al suo fianco ed era giunta la benedizione addirittura di Prodi. Ma ora il governatore della Puglia fa marcia indietro, almeno in parte. Precisa che Rosy è il candidato per un governo temporaneo. "Ho fatto il nome di Rosy Bindi - afferma il leader di Sel - perché quello è l'unico caso in cui si capisce che si sta facendo una coalizione ed eventualmente un governo che ha obiettivi limitati per una fase provvisoria".

Una coalizione temporanea Vendola ha spiegato di essere partito da "quella che veniva indicata come una necessità nazionale. Partire dallo stato di emergenza democratica del nostro paese e immaginare la necessità di una fase di transizione dentro a una coalizione molto larga che si impegni a rimuovere le macerie di questa cadente seconda Repubblica". Dalla grande coalizione, come ha ribadito Vendola, verrebbe fuori un esecutivo con "un recinto e un respiro limitato". Una volta però, "ripristinato un quadro di regole democratiche", la coalizione si scioglierebbe. "Poi non si può stare tutti insieme - ha aggiunto - perché ad esempio Fli ha una strategia rispettabile ma è un competitor".

Il no di Rosy La stessa Rosy Bindi però non l'ha presa bene. "Sono presidente dell'Assemblea di un partito che ha una regola - ha detto - che condivido molto e vorrei fosse rispettata da tutti: il candidato a Palazzo Chigi del Pd è il segretario del partito. Si dà il caso che Bersani abbia anche tutte le qualità per guidare questo Paese nell'oltre Berlusconi". Come dire Romano e Nichi la vostra uscita non è gradita. Poi la presidente del Pd accusa: "Bisogna evitare di strumentalizzare le persone, soprattutto le donne e soprattutto una donna la quale vorrebbe ripetere che non si lascia strumentalizzare". Pur ringraziando Vendola, che "ha capito la grande coalizione e che deve fare un passo indietro", la Bindi ha precisato che "è necessario compiere certi passi gratuitamente, evitando di trasferire i problemi in casa d'altri"

La polemica con Renzi La proposta di Vendola non è piaciuta nemmeno a Matteo Renzi che stamattina, in un'intervista a Repubblica, l'ha bollata come un modo per perdere le elezioni. Il sindaco di Firenze non condivide la scelta nemmeno se fosse un modo per dare peso al "fattore-donna": "Servono gli asili nido, mica una candidatura femminile così, come fosse un gioco di prestigio". Soprattutto se ad essere candidata è, stando alle parole di Renzi, "una donna di grande esperienza, però le manca la capacità di parlare ad un altro mondo rispetto al suo. E poi ha già fatto cinque legislature nel parlamento italiano e una in quello europeo". Insomma, il sindaco di Firenze vorrebbe una leadership "in grado di segnare l'Italia nei prossimi vent'anni, invece di riproporre il girone di ritorno dei venti appena passati". E non a caso Rosy Bindi risponde piccata rilevando che nella scelta della leadership "Renzi direbbe di sì solo a Renzi. Ma non so se lo diremmo noi di sì". Insomma caos totale nel Pd.