Veneziani: "L'economia irreale ha sovrastato quella realeSi recuperi il senso del limite"

Per il filosofo bisogna ripensare ai nostri legami comunitari, al senso del sacro, alla vita, al rapporto con gli altri e dare contenuti e missioni alla vita. Il problema è un potere assoluto dell'economia virtuale, finanziaria irreale rispetto a quella reale

La crisi è più economica o valoriale?
"La crisi economica che stiamo vivendo si inquadra in una crisi epocale che ha una natura spirituale. E' difficile stabilire automaticamente il nesso, però è un modello di vita e di società che è andato in crisi".

Siamo al capolinea?
"Io temo che siamo arrivati in una fase di declino irreversibile. Bisogna tentare fino in fondo la possibilità di risorgere però quando si crea una congiuntura fatta di crisi demografica da una parte (che è un indicatore straordinario per la denatalità e l'assenza di futuro) e si aggiunge l'economia irreale che vince su quella reale si crea un circuito con scarsa capacità reattiva e tutto fa pensare che siamo in una fase di difficile recupero. Possiamo migliorare nel contingente ma il quadro non è esaltante".

Come uscirne?
"Dal momento che la ragione della crisi non è economica, il rimedio non può essere di tipo economico. Non è semplicemente attraverso operazioni finanziari o un maggiore prelievo fiscale che si può arrivare a superare la crisi. E' una questione che attiene al modello di civilità politico culturale, è una crisi su vari livelli quindi non è detto che se si tampona un livello migliorino gli altri.

Rispetto alle crisi del passato, sembra che adesso ci sia un maggiore scoramento diffuso. Come se lo spiega?
"In passato e in altre crisi c'erano dei punti fermi che restavano nello sfondo e poi si modificavano alcuni assetti. Adesso l'impressione è che questi punti fermi siano stati giocati già all'interno di questa crisi e non ci sono più punti fermi da cui ripartire".

Qual è la sua ricetta per ripartire?
"Il punto di partenza è quello: cioè ripensare ai nostri legami comunitari, al senso del sacro, alla vita, al rapporto con gli altri, occorre dare contenuti e missioni alla vita. È un discorso molto più ampio e radicale rispetto a cui i paradigmi della società finanziaria e dei consumi sono assolutamente inadeguati".

Propone un ritorno alla tradizione e al passato?
"Non credo che oggi la soluzione possa essere contrapporre il mondo della tradizione come un mondo chiuso a se stante al mondo della modernità. Noi dobbiamo attraversare la modernità superarla ma non certo tornare indietro o immaginare dei modelli assoluti attinti dal passato".

Si parla di uscita dall'euro. Che idea si è fatto?
"L'euro ha acutizzato un processo, ma io credo che il problema sia quello di un potere assoluto dell'economia virtuale, finanziaria irreale rispetto a quella reale. Cioè quando si diventa così subalterni a quel tipo di modello poi si rimane inviluppati. Quindi all'interno di questa patologia l'euro ha funzionato da detonatore. Ora non so se un ritorno indietro sia possibile o se sia possibile una soluzione a latere, come le due velocità o come un sistema coerente a livello monetario mediterraneo senza inseguire il modello inaccessibile della Germania. Resta il fatto che buona parte delle crisi economiche sono scoppiate da quando è stato introdotto il sistema monetario unico".

E' stato giusto parlare dei suicidi sui giornali?
"Sono perplesso sui suicidi perché sui giornali vedo una concentrazione diffusa ma se leggo le statistiche non c'è stato un sostanziale cambiamento e l'impressione è che siano da inserire in una crisi esistenziale più che alla crisi economica che può essere il motivo scatenante per alcuni suicidi ma non è che fa aumentare il ricorso al suicidio. Ho impressione che diamo troppa importanza al fattore economico ma in realtà c'è una disperazione di fondo che si attacca all'economia ma non è derivata solo da questa".

Un percorso di letture per provare a reagire?
"Occorre uscire dalla convinzione che non ci sia niente da fare. La mia impressione è che il fenomeno sia irreversibile però credo che sia umano reagire e per reagire occorre leggere gli autori forti del passato: Seneca, Platone, Plotino. Oppure uno come La Touche con La Decrescita felice", che non è il rimedio reale della sua società però ci fa capire che il modello dei consumi illimitati è una utopia. Non si può pensare che la società progredisca sempre. Bisogna recuperare il senso del limite, del confine, recuperare il nostro rapporto col passato e col futuro. Viviamo completamente immersi nel presente e rischiamo di essere inghiottiti nelle sabbie mobili del presente e soltanto la convinzione che c'è stato un mondo prima di noi e ce ne sarà un altro dopo di noi possiamo recuperare una dimensione spiriturale collettiva, comunitaria rispetto a questo atteggiamento di totale debacle che stiamo vivendo".

Commenti
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Gian Lore

Ven, 29/06/2012 - 10:56

azzzzz... una volta tanto concordo con Veneziani!!! soprattutto nella sua parte finale!!

idleproc

Ven, 29/06/2012 - 11:41

In sostanza ci hai ricordato di tornare ad essere uomini e riconoscerci come tali. Non credo che sia né impossibile né tanto difficile. La mia opinione è che la radice sia "economica" e alla mancata gestione politica antecendente all'esplosione del visibile della crisi. Una politica dipendente e succube ai valori fasulli funzionali alle esigenze oligopostiche e di mercato globale. Esiste una spaventosa concentrazione del capitale in pochi luoghi di potere sovranazionale e sovra "continentale". Ha segnato la fine della concezione liberale della democrazia, della destra sociale e della sinistra vera. Stanno costruendo un uomo nuovo, un servo della gleba globalizzato, uniformato e indifferenzato. Uniti nella lotta, ciascuno dal suo punto di vista.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 29/06/2012 - 11:50

"Io temo che siamo arrivati in una fase di declino irreversibile.” Temo che purtroppo Veneziani abbia ragione.

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Ennaz

Ven, 29/06/2012 - 11:55

Sono anni che affermo la stessa cosa! pur non essendo un economista ma un semplice dirigente d'azienda,mi sono reso subito conto che già da prima dell'introduzione del maledetto euro e della dannata adesione a questa falsa europa unita,la speculazione finanziaria ha aggredito l'economia reale,distruggedo lavoro e sviluppo ad esclusivo vantaggio degli speculatori! Possibile che chi ci governava(almeno così dicevano!)non si siano accorti di questo??Allora sono tutti complici e servi della plutocrazia in danno dei popoli!!

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 29/06/2012 - 11:56

Sono però perplesso sull'affermazione di Veneziani che la crisi attuale non sia economica. Tutto parte dall'economia e Veneziani lo sa bene. Certo quando ai problemi economici se ne aggiungono altri e la società perde di vista i valori umani riconosciuti le cose si mettono molto male.

lunisolare

Ven, 29/06/2012 - 12:21

" siamo arrivati in una fase di declino irreversibile", lo penso anche io, credo che siamo ad una svolta ma in quale direzione, che la crisi sia culturale e spirituale prima ancora che economica è scontato, ma da dove ripartire, suggerirei dai valori giudaico cristiano, quelli che per moda consumistica e globalizzazione galoppante sono stati messi da parte, è un buon punto per ripartire, c'è bisogno di un cambio di prospettiva per il futuro, non possiamo credere che l'avidità porterà benessere a tutti, che si possa scommettee sulle disgrazie per lucrare con i derivati finanziari.

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mariosirio

Ven, 29/06/2012 - 12:34

devono recuperare il senso della misura quelli la che gestiscono l'economia virtuale, non sono altro dei megalomani che mettono in pratica macroraggiri rimanendo impuniti. e noi dietro perché non capiamo dove il virtuale influenzi il reale, perché bisogna anche accettare che si abbia un 98% di popolo pollo al seguito, di quelli che che non vedono che ogni giorno da qualche parte qualcuno fa qualcosa a sue spese senza che nessuno faccia i conti...

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luigipiso

Ven, 29/06/2012 - 13:20

Veneziani, non La leggo perchè Lei non mi piace e voglio che lo sappia.

gi.lit

Ven, 29/06/2012 - 13:28

Condivido la tesi di Veneziani secondo la quale questa crisi risente di fattori irreali. E ciò mi pare possa significare che c'è chi specula su questa crisi esasperandola. Ma è davvero così difficile che i governi per primi mettano in atto misure di difesa? E' così difficile individuare e denunciare gli speculatori? Insomma, c'è chi diffonde panico per cui anche la stampa deve stare attenta a non fomentarne dell'altro di panico. Le sembra serio che una semplice flessione delle Borse venga annunciata con grossi titoli e l'immancabile "Borse a picco"? Sì, credo che ognuno debba fare la propria parte. E se la gente comune non si lascerà impressionare più di tanto, i nemici dell'economia cominceranno a diventare meno pericolosi. In quanto all'euro è stata una jattura. E chissà che gradualmente non si potrà uscire da questa follia.

lot

Ven, 29/06/2012 - 15:08

Il sistema economico e sociale attuale non poteva funzionare, era cosa facilmente prevedibile da chiunque lo pensasse un attimo. Sistema basato sulla produzione per soddisfare i consumi. In Economia politica la prima cosa che spiegano è che nel mondo esistono beni LIMITATI, non è possibile renderli illimitati per tutti, il sogno irreale si scontra inevitabilmente con la realtà delle cose. Sognare un umanità complessivamente unita e felice è solo un sogno irrealizzabile, SIAMO IN LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA, CHE LO VOGLIAMO O NO, TUTTI QUANTI! E' anche per questo che esistono le nazioni con i loro territori dai precisi confini per permettere a quella cultura e etnia di sopravvivere contro tutto e tutti, se ne hanno la forza sufficiente per farlo. Assurdamente, invece, si vuole uguagliare tutti, pensando a risorse infinite che non ci sono sulla Terra. Forse solo se emigreremo su altri pianeti la cosa sarebbe possibile ma fin tanto che siamo sulla Terra LA LEGGE è la SOPRAVVIVENZA!

sorans99

Ven, 29/06/2012 - 15:25

Sì cari pensatori, l'Europa si comporta esattamente come la grande Diva, che rifiuta riconoscere che oramai è vecchia. Rifiuta guardarsi nello specchio, non vuole vedere che oramai per lei non c'è altro futuro che la tomba.

Ritratto di mauro santinelli

mauro santinelli

Ven, 29/06/2012 - 16:02

Bravo finalmente una valutazione oggettiva. Concluderei, ma questo è un mio parere e nn del giornalista, dicendo: ke questa società è al capolinea, nn per colpa di errori o di malafede di qualkuno, ma perkè come durante tutta la storia umana ci sono dei momenti di cambiamento e, sopra tutto, di costruzione di nuovi tipi di società. Purtroppo o fortunatamente (ki può dirlo) noi siamo in uno di quei periodi.

Nadia Vouch

Ven, 29/06/2012 - 17:11

La figura del sognatore ha spesso assunto connotati negativi nella nostra società. Associato all'idea dello sfaccendato, di chi non sta con i piedi a terra e, quindi, è fuori dalla realtà. Ma, oggi, quando la stessa economia è divenuta irreale, e la terra stessa è divenuta a volte una palude insidiosa, sulla quale non si sa più dove appoggiare i piedi, perché abbiamo perduto anche la capacità di sognare? Eppure, se dentro noi esseri umani esite questa dote, non di prevedere il futuro, ma di immaginare, e se in qualche modo il domani lo costruiamo noi, oggi, perché ci vergognamo dei nostri sogni? L'unico mezzo di confronto tra esseri umani non può essere divenuto soltanto il denaro. Deve esistere anche qualcosa d'altro.

Nadia Vouch

Ven, 29/06/2012 - 17:19

La figura del sognatore ha spesso assunto connotati negativi nella nostra società. Associato all'idea dello sfaccendato, di chi non sta con i piedi a terra e, quindi, è fuori dalla realtà. Ma, oggi, quando la stessa economia è divenuta irreale, e la terra stessa è divenuta a volte una palude insidiosa, sulla quale non si sa più dove appoggiare i piedi, perché abbiamo perduto anche la capacità di sognare? Eppure, se dentro noi esseri umani esite questa dote, non di prevedere il futuro, ma di immaginare, e se in qualche modo il domani lo costruiamo noi, oggi, perché ci vergognamo dei nostri sogni? L'unico mezzo di confronto tra esseri umani non può essere divenuto soltanto il denaro. Deve esistere anche qualcosa d'altro.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 29/06/2012 - 18:11

Sono perplesso sull'affermazione di Veneziani che la crisi attuale non sia economica. Tutto parte dall'economia e Veneziani lo sa bene. Certo quando ai problemi economici se ne aggiungono altri e la società perde di vista i valori umani riconosciuti le cose si mettono molto male.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 29/06/2012 - 18:41

La triste realtà è che Scienza e Tecnica hanno preso il sopravvento su Anima e Mente, che contengono nel loro DNA, le leggi naturali e morali. Ma la Ragione signora della mente, ha lasciato che venissero imprigionate nel carcere dell’apparire. Il futuro che stiamo costruendo è edificato, senza fondamenta, sulla sabbia. Poco tempo scrivevo: “Quando Anima e Mente prenderanno per mano Scienza e Tecnica diventeremo Signori dell’Universo”. Siamo ancora in tempo, basta non rinnegare le nostre radici cristiane, imparare dagli errori del passato e portare nel futuro le cose migliori che ha generato. Ma è una questione di Cultura, non nel senso di sapere, ma nel senso di Conoscenza e Discernimento. Compito che dovrebbe spettare alla famiglia in primis, distrutta però da politiche scellerate. Poi alla scuola che al presente, é solo una tribuna politica. Qualcuno ricorda la becera canzoncina su S.B. che maestre indottrinate insegnavano ad innocenti fanciulli delle elementari?

pgbassan

Sab, 30/06/2012 - 12:24

Marcello, fai sempre delle analisi profonde equilibrate e vere. La speculazione finanziaria ha preso il sopravvento sull’economia. Ma dietro a questo c’è il mancato senso del limite della realtà: andare sempre oltre. Mi viene in mente l’esperimento segreto fatto dai sovietici col sommergibile K-19 che doveva sperimentare la creazione di energia infinita (1973?): “Dio lo mandiamo in soffitta”. L’uomo onnipotente, disegno vecchio come il mondo, ma che sempre ha portato a disastri (Titanic: “nemmeno Dio l’affonderà”). L’esperimento del sommergibile è finito con decine di marinai morti a seguito disastro nucleare. Una sana sobrietà e senso realistico del limite, recuperare i veri valori: così ci salveremo. ---#16 Rosella Meneghini: sempre profonda e netta.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 30/06/2012 - 16:25

#17 pgbassan# Dovremmo suggerire a Marcello Veneziani di introdurre, in un suo “cucù”, il tema che lei coerentemente ha evocato nel commento: “Dio lo mandiamo in soffitta”. Molto interessante. La saluto con cordialità -Rosella-