Ventimiglia nel caos, la Francia sfida l'Italia: "Immigrati? Si arrangi"

Il Viminale chiede solidarietà a tutta Italia: "Questo piano consentirà di
smaltire 10mila arrivi&quot;. Ma Errani già frena: &quot;Scelta unilaterale&quot;. A Pisa scoppia la rivolta per la tendopoli di Coltano. <strong><a href="/interni/e_polemica_manduria_in_arrivo_altri_2300_immigrati_ma_molti_fuggono_campo/immigrati-manduria-polemica-lampedusa-sbarchi/31-03-2011/articolo-id=514694-page=0-comments=1">Scoppia il caso Manduria</a></strong>: 150 tunisini sono già in fuga

Roma - Come metastasi impazzite, l'emergenza clandestini è scoppiata in tutto il Paese. Da Lampedusa a Manduria, da Pisa a Ventimiglia. E in tutto il Paese infiamma la polemica. Con la Francia che continua a respingere gli immigrati al confine con la Ligura e si giustifica dicendo che si limita ad "applicare le norme Schengen". Con le Regioni che snobbano il piano di Maroni che, se applicato, consentirebbe di smaltire altri eventuali 10mila arrivi di immigrati sulle coste del nostro paese. "Per funzionare - avverte il Viminale - avrà bisogno della collaborazione di tutte le regioni italiane". In Toscana Coltano è già pronta alle barricate, mentre in Puglia Manduria assiste - paralizzata - alla continua fuga dei clandestini. In Lombardia, invece, il governatore Formigoni apre, ma Umberto Bossi frena: "Immigrati al Nord, ma con cautela". E' un vero e proprio caos.

Continua il caos a Ventimiglia A Ventimiglia resta alto l’allarme per il continuo arrivo di immigrati nord africani. Per far fronte alla situazione il Comune della città ligure sta allestendo un centro di emergenza temporaneo che sarà operativo a partire da questa sera. Il centro si trova in località Roverino, a circa 4 km da Ventimiglia in una ex caserma dei vigili del fuoco. Al suo interno ci saranno un centinaio di brande letto. Dal Comune fanno sapere che, in collaborazione con associazioni di volontariato quali la Caritas, sarà distribuito un pasto agli immigrati e si sta inoltre predispondendo un servizio di bus navetta che collegherà il centro di emergenza alla stazione ferroviaria dove gli immigrati arrivano con treni provenienti da Roma o altre città. L’amministrazione comunale cercherà in questo modo di offrire loro un ricovero ed evitare allo stesso tempo bivacchi in città o alla stazione con conseguenti problemi igienico- sanitari o rischio di tensioni. Nel centro inoltre dovrebbero essere prese le generalità ai fini delle procedure di espulsione. 

Nuova sfida della Francia all'Italia Iil portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero, ha ricordato che gli immigrati in situazione irregolare devono essere "rimpatriati nei loro Paesi di origine a partire dal Paese nel quale sono entrati nello spazio Schengen". La Francia lancia una nuova (pesante) sfida all'Italia: "Noi applichiamo semplicemente il diritto, come definito negli accordi Schengen, la convenzione di Dublino, e l’accordo bilaterale di riammissione bilaterale di Chambery", firmato nel 1997 dai governi di Italia e Francia. In particolare, rispondendo al Tg2 ad una domanda sul fatto che a Ventimiglia alla frontiera francese gli immigrati clandestini vengono rimandati indietro, Frattini ha detto che questo è uno degli "aspetti gravi di mancanza di solidarietà da parte francese e di mancanza totale dell’Europa", anche se "non spetta all’Italia aprire un contenzioso con la Francia". Il portavoce del Quai d’Orsay ha anche sottolineato che "non spetta naturalmente a noi commentare i dibattiti di politica interna".

I siti per accogliere i clandestini Quanto ai siti che dovranno accogliere i clandestini, ai quali questa mattina il ministro della Difesa La Russa ha aggiunto sette ubicazioni (tutte al Nord), Maroni ha ribadito quanto maturato ieri nella riunione con gli enti locali, e cioè che profughi e clandestini saranno dislocati su tutto il territorio nazionale. "Atteggiamenti di rifiuto - ha detto il ministro leghista - non possono essere giustificati. E' un’emergenza grave che richiede il concorso di tutte le regioni. E' chiaro che nessuno vuole situazioni di questo tipo, ma dove ci saranno i Cie verranno garantite misure di sicurezza affinchè non si creino problemi particolari. Tutte le regioni tranne l’Abruzzo sono chiamate a dare il loro contributo, se Tunisi si riprenderà tre, quattro o cinque mila tunisini il problema non si porrà, altrimenti il piano è pronto e nessuno può chiamarsi fuori dalla gestione dell’emergenza, comprese le regioni del Nord e quelle amministrate dalla Lega".

Errani: "Scelte unilaterali" Immediata la reazione delle Regioni che hanno subito alzato una barriera alla richiesta del titolare del Viminale. "Sugli immigrati irregolari noi avevamo avanzato una serie di proposte - ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani - non abbiamo trovato l’accordo, quindi questa è una scelta del governo sulla quale non c’è l’accordo delle Regioni. Quelle annunciate sono scelte unilaterali". Domani Errani sarà alla cabina di regia. Ma ha comunque spiegato che le Regioni "non hanno condiviso le questioni relative alle tendopoli per gli immigrati e hanno avanzato alcune proposte, per esempio quella di raggiungere una intesa per gestire anche questa emergenza utilizzando norme nazionali ed europee, che il governo non ha accolto". "Ieri avevamo avanzato dei punti che non hanno trovato l’accordo del governo - ha aggiunto Errani - è il governo che ci ha chiesto di intervenire sui profughi, dicendo che sul resto avrebbe deciso lui. L’esecutivo - ha concluso - non ha voluto fare le scelte sull’accoglienza che avevano proposto le Regioni".

A Pisa rivolta contro le tendopoli I lavori per allestire una tendopoli per centinaia di immigrati non sono ancora iniziati e faremo intervenire la polizia municipale e le guardie del Parco per bloccare qualsiasi iniziativa. A dare l'annuncio è stato il sindaco di Pisa Marco Filippeschi dopo un vertice in prefettura sull’arrivo di circa 500 migranti da Lampedusa e che dovrebbero essere ospitati a Coltano. "Manca - ha detto Filippeschi - un’ordinanza di protezione civile che dia il via libera a questo campo di accoglienza". Il ministero degli Interni è stato così costretto ad accogliere la richiesta del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di individuare strutture alternative a Coltano per ospitare lo stesso numero di profughi libici.

Formigoni: "Il Cav mantiene gli impegni" Per il governatore Lombardo Roberto Formigoni, invece "Berlusconi sta mantenendo gli impegni che assume". Formigoni ha sottolineato che il presidente del Consiglio "ha assunto un impegno solenne, pubblico, a scadenza molto ravvicinata". "E' cominciato il count down - ha detto il governatore - sono passate 12 ore, ne mancano 48. Io non credo che il presidente del Consiglio abbia parlato a vanvera, ha assunto un impegno molto forte e molto cogente, immagino abbia fatto i calcoli precisi anche dal punto di vista tecnico per poter mantenere questo impegno solenne che ha preso". "E i primi rimbarchi - ha aggiunto - testimoniati anche questa mattina durante la trasmissione, di 1500 persone dimostrano che il presidente Berlusconi sta mantenendo gli impegni che assume".

Dall'Umbria lo stop ai clandestini La Regione Umbria ufficializza che non darà alcuna disponibilità ad accogliere cittadini extracomunitari in condizione di "clandestinità", ma solo accoglienza ai profughi. "Tale decisione è stata determinata dall’assenza nel territorio regionale di alcun Cie. Nn è dunque previsto l’arrivo in Umbria di clandestini". "Così come definito nell’accordo di ieri tra Governo e Regioni - si legge in una nota -, anche l’Umbria accoglierà, invece, gli eventuali profughi o cittadini oggetto di 'protezione umanitaria', nelle forme che sono state decise nel corso del recente 'tavolo emergenza profughi', convocato dalla presidente della Regione Umbria con i rappresentanti di Anci Umbria, Upi Umbria e la Caritas. Gli eventuali invii in Umbria di profughi saranno in ogni caso decisi dal Ministero degli interni che, per il tramite delle prefetture di Perugia e Terni, informerà la Regione. Al momento, comunque, non vi è stata da parte del ministero alcuna comunicazione in merito".