Venzuela, sbarcato il primo carico d'oro richiamato in patria da Ugo Chavez

Ad agosto il presidente, spaventato dalla crisi economica mondiale, aveva annunciato la nazionalizzazione delle miniere, il divieto di esportare il prezioso metallo e il ritiro delle riserve auree, circa 211 tonnellate, custodite in Usa ed Europa. E venerdì è arrivato il primo carico da Parigi che ha poi attraversato le strade di Caracas tra la ali di folla in tripudio

È iniziato venerdì il più colossale trasferimento d'oro della storia, vale a dire quello delle riserve auree del Venezuela, circa 211 tonnellate, attualmente giacenti nelle banche americane ed europee. L'altra giorno infatti è arrivata all'aeroporto della capitale il primo carico, di entità ignota, arrivato dalla Gran Bretagna via Parigi. Scortato da soldati e carri armati, in mezzo a due ali di folla in tripudio, il carico ha poi preso la strada per la Banca Centrale di Caracas. La decisione era stata annunciata in estate dall'eccentrico presidente Ugo Chavez che contemporaneamente aveva anche nazionalizzato l'industria estrattiva e azzerato l'esportazione di oro dal Paese.
Il Venezuela infatti oltre che di petrolio è uno dei Paesi più ricchi di oro e la sua industria mineraria attualmente è in grado di estrarne ogni anno circa 4,5 tonnellate. Le autorità venezuelane avevano tradizionalmente riservato circa il 30 per cento dei suoi giacimenti all'esportazione, cifra elevata appena l'anno scorso dallo stesso Chavez al 50 per cento. Ma dopo appena 12 mesi, con una delle sue consuete piroette, il presidentissimo ha fatto una clamorosa marcia indietro, annunciando la nazionalizzazione dell'intera filiera estrattiva del prezioso metallo, proibendo nel contempo l'esportazione di un solo grammo di prezioso metallo. Non solo, preoccupato dalla turbolenze dei mercati finanziari di Usa e Europa, ha deciso anche di richiamare in patria 221 tonnellate d'oro delle 365 tonnellate che costituiscono le riserve nazionali.
E dopo l'annuncio ecco la realizzazione, con l'arrivo venerdì del primo carico proveniente da Parigi. Il volo è atterrato a Caracas ed è stato subito preso in consegna da un nutrito gruppo di uomini armati che hanno viaggiato su cinque furgoni blindati, a loro volta scortati da due carri armati leggeri. Durante il tragitto fino alla Banca Centrale, il convoglio è passato in mezzo a due ali di folla festante che gridavano e agitavano bandiere nazionali. «Sta tornando nel posto che non avrebbe mai dovuto lasciare, le volte della Banca Centrale non delle banche di Londra o degli Stati Uniti. È il nostro oro» ha commentato Chavez che ha poi precisato solo come l'oro fosse in precedenza custodito in un caveau inglese, senza però precisarne quale fosse l'istituto di credito e il suo esatto quantitativo. Il presidente ha spiegato come la sua decisione fosse mirata a proteggere il Paese dalla crisi economica che sta attanagliando Gli Stati Uniti e l'Europa. Una decisone che i suoi oppositori politici hanno tuttavia bollato come costosa sconsiderata.