La vera anima del "moderato" Pisapia Indulto ai terroristi e stanze del buco

Il Pd fa passare per moderato il candidato al Comune di Milano. Ma siamo andati a spulciare le sue proposte di legge...

Milano - Bisogna spulciare nell'archivio web di Montecitorio per farsi un'idea della matrice estremista di Giuliano Pisapia. Altro che democratico riformatore. Sebbene adesso voglia passare per il moderato candidato sostenuto dal Pd nella corsa a Palazzo Marino, quando sedeva alla Camera  tra i banchi di Rifondazione Comunista l'ex deputato fu il primo firmatario di proposte di legge tutt'altro che moderate (leggi). Dalla concessione di indulto ai terroristi degli Anni di Piombo all'eliminazione delle sanzioni per i "piccoli spacciatori", dal riconoscimento agli immigrati dell'elettorato attivo e passivo nelle consultazioni locali alla legalizzazione dell'eutanasia. E, dulcis in fundo, l'abolizione dell'ergastolo. I vertici del Pd ci stanno provando a dare al loro candidato una nuova verginità, ma una volta lette certe proposte di legge appare sin troppo chiara la linea politica che seguirà Pisapia qualora venisse eletto sindaco di Milano.

Indulto per i compagni che sbagliano Quando Pisapia viene eletto in parlamento come deputato indipendente nelle liste di Rifondazione, uno dei primi progetti di legge presentato è l'indulto per i terroristi rossi (leggi). "Molti di coloro che hanno subito condanne per reati commessi nei cosiddetti anni di piombo hanno già scontato numerosi anni di carcere", spiegava Pisapia non vedendo "più ragioni per ritardare ulteriormente un provvedimento" per mettere una pietra sopra a tutti quei morti ammazzati. "Restano il dolore e la sofferenza delle vittime e dei loro familiari - spiegava - ma anche per rispetto a quel dolore, non si propone un provvedimento di amnistia ma un provvedimento che tende solo a incidere sull'entità della pena". Quindi, indulto sia. Perché, dopo tutto, per Pisapia gli Anni di Piombo restano "un periodo che, comunque lo si veda, ha comportato una rottura delle regole".

Il diritto di voto agli immigrati Anche sul fronte dell'immigrazione Pisapia aveva portato avanti proposte di legge tutt'altro che moderate (leggi). Tra le battaglie portate avanti dall'allora deputato c'è per esempio la chiusura dei centri di permanenza temporanea per i clandestini. Sollevando dubbi sulla legittimità costituzionale delle disposizioni che prevedono i centri di permanenza temporanea, Pisapia accusava il Viminale di privare i clandestini della libertà personale: "Al di là dell'eufemistica denominazione ufficiale, questi centri si configurano a tutti gli effetti quali luoghi in cui sono trattenute persone che non hanno commesso alcun reato né sono sottoposte ad alcun procedimento penale. Non è ulteriormente tollerabile che siano di fatto incarcerati alla stregua di pericolosi criminali". Ma l'esponente di Rifondazione non si fermava certo qui. Nella stessa proposta di legge, infatti, proponeva anche "un radicale mutamento dell'approccio legislativo, politico e culturale al tema dell'immigrazione". Secondo Pisapia, "gli immigrati non possono essere considerati come una minaccia, per l'ordine pubblico o per l'occupazione, ma al contrario devono essere considerati una straordinaria risorsa per il progresso civile, culturale ed anche economico della nostra società". Da qui la proposta di riconoscere agli stranieri "regolarmente e stabilmente residenti nel territorio nazionale" l'elettorato attivo e passivo nelle consultazioni elettorali e referendarie a carattere locale.

La depenalizzazione dello spaccio E' sempre del primo mandato a Montecitorio la proposta di depenalizzare lo spaccio di droga (leggi). Secondo Pisapia, infatti, "le pene edittali appaiono eccessive" dal momento che colpiscono "in maniera oltremodo pesante i semplici consumatori e i piccoli spacciatori". Per questo l'allora deputato aveva proposto di "limitare la configurazione del reato all'ipotesi di spaccio a fine di lucro" e ridurre "sensibilmente le pene previste, ferma restando l'aggravante per l'ipotesi che il fatto sia commesso da tre o più persone in concorso". Era invece durante la seconda legislatura che Pisapia  proponeva "l'abolizione delle sanzioni amministrative" per chi fa uso di cannabis e di istituire programmi di somministrazione controllata di eroina nelle famose "stanze del buco". "Bisogna incentivare  le narcosalas - spiegava Pisapia - queste strutture permettono ai consumatori di ‘eroina di strada' di assumerla in condizioni igienico-sanitarie accettabili".

Un candidato tutt'altro che moderato Dopo aver perso alle primarie Boeri, il Partito democratico si è stretto attorno all'ex rifondarolo. Sabato sera, al Teatro Dal Verme di Milano, il candidato sindaco ha presentato i punti salienti del suo programma: lavoro, cultura, aria pulita e mobilità. L'ha chiamata la "spedizione dei Mille per unire Milano". Tutto molto democratico, tutto molto moderato. Ma a giudicare dalle proposte portate avanti nel corso di tre legislature, l'avvocato comunista appare tutt'altro che un moderato. Quali soluzioni potrebbe portare al problema dei campi rom abusivi un sindaco che in parlamento voleva chiudere i centri di accoglienza per i clandestini? Quale tipo di contrasto alla criminalità locale potrebbe adottare un sindaco che solo pochi anni fa proponeva di depenalizzare lo spaccio e abolire del tutto l'ergastolo? E ancora: quale contrasto ai blitz dei centri sociali durante le manifestazioni potrebbe mettere in atto un sindaco che voleva perdonare i terroristi degli Anni di Piombo con una pacca sulla spalla?