La vera laicità non dà la caccia alle madonnine

Pochi giorni fa un dirigente scolastico siciliano ha pretesto che alcuni immagini religiose (una statuetta della Madonna) venissero spostate da una scuola pubblica e che gli studenti non recitassero le loro preghierine come da abitudine. Tutto in nome della laicità dello Stato. Dal punto di vista filosofico si tratta di una baggianata. Per chi, come noi, condivide le tesi liberali di Dario Antiseri, ma anche di Lord Acton, di Röpke, di Rosmini, Manzoni, Popper e tanti altri, quel dirigente scolastico più che laico, ha come sua religione quella statalista. Ben più pericolosa, oggi in Italia, delle derive confessionali.

Dario Antiseri ha scritto uno stupendo pamphlet che consigliamo a tutti coloro che ancora hanno dubbi, sulla difesa della nostra cultura e tradizioni. Il titolo del libro dice molto, L'Invenzione cristiana della laicità (Rubbettino), e la seconda parte spiega bene quella che per qualcuno può apparire una contraddizione. Ma come, qualche reduce si può chiedere, tutte le battaglie dello Stato liberale contro la Chiesa. Per carità nessuno le nega e, nel passato, esse sono state combattute a ragione. Ma si tratta di uno scontro tra poteri. Le idee, e i principi si confrontano su un altro campo. Antiseri rispondendo proprio al sottoscritto e alla mia Disuguaglianza fa bene dice: «lo Stato laico, cioè la società aperta o Stato di diritto, non sarebbe stato possibile senza il messaggio cristiano. Senza cristianesimo l'Occidente non esisterebbe. Certo è vero per dirla con Shelley che noi tutti siamo greci, ma è anche vero, come ha scritto Röpke, che soltanto il cristianesimo, ha compiuto l'atto rivoluzionario di sciogliere gli uomini, come figli di Dio, dalla costrizione dello Stato e, per parlare come Guglielmo Ferrero, di demolire l'esprit pharaoinique dello Stato antico». In una documentata cavalcata tra i grandi pensatori liberali del secolo scorso, Antiseri ci ricorda come fu Popper a scrivere che «ad eccezione del razionalismo greco, nulla ha esercitato un così forte influsso sula storia delle idee in Occidente come il Cristianesimo e le lotte al suo interno».

Cosa centra tutta questa pappardella con lo spostamento di una Madonnina da un plesso scolastico siciliano? Molto. In una falsa idea di progresso, il dirigente scolastico ha voluto riportarci indietro di qualche millennio: in cui a Cesare è concesso tutto. Il cristianesimo, continua l'ateo Popper nella Società aperta e i suoi nemici, ci ha insegnato «gran parte dei nostri scopi e fini occidentali, come l'umanitarismo, la libertà, l'uguaglianza. I primi cristiaini ritenevano che è la coscienza che deve giudicare il potere e non viceversa». Ricorda e conclude Antiseri: «dobbiamo la nostra libertà moderna al coraggio dei martiri cristiani di fronte al tardo dispotismo romano».

Quella statuetta ci ricorda le nostre libertà, non solo, per chi crede, il rispetto per una religione a cui l'Occidente deve le proprie radici.

Commenti
Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 26/11/2017 - 19:29

Ma è, peraltro, evidente che ci stiamo dirigendo verso un 'neo dispotismo' di matrice non più antica e faraonico-orientale, ma di natura tecnocratica e globalista! Un dispotismo che un tempo creava oggetti (le Piramidi), oggi crea ... boh?

Ritratto di eaglerider

eaglerider

Lun, 27/11/2017 - 00:07

Qui non si tratta di vera laicita che va a caccia delle madonnine.Il problema è più serio e complesso. Siamo all'atto finale del movimento sinistramente sinistro, nato nel '68, cresciuto "democraticamente" negli anni di piombo quando la sinistra fingeva di indignarsi per le brigate rosse, continuata con la permeazione della magistratura, della scuola e persino del clero. Tutto con l'unico fine di distruggere tutti i principi cristiani della società Italiana per imporre il marxismo anarchico. Distruggere l'identità nazionale, mondializzare l'Italia, preferire un'islamico che ci schifa a un Italiano che crede nei suoi valori. NOI SIAMO CRISTIANI anche se annaquati e non ferventi come l'orda islamica che ci ha gia invasi e che ci sta costringendo a rinnegare, a norma di legge, le nostre tradizioni e a dovere sopportare l'imposizione dei diritti e delle abitudini di gente che, accolta a forza a causa dei governi imbelli, acxampa pretese da cittadini Italiani quali essi non sono, essendo OSPITI. I loro paesi di provenienza garantiscono gli stessi diritti religiosi e sociali che pretendono a casa nostra? E perché NOI dovremmo riconoscerli a loro. Potrei parlare ancora tutta la notte ma mi fermo qui. Riflettete!

Rainulfo

Lun, 27/11/2017 - 19:24

Aggiungerei il breve ma significativo scritto di Benedetto Croce "perché non possiamo non dirci Cristiani" giusto per acculturare il Dirigente scolastico.