La verità imposta per legge: «Dite ai figli che sono adottati»

da Madrid

«Figlio mio, sei stato adottato. Noi non siamo i tuoi genitori biologici». È quello che i genitori adottivi saranno obbligati a spiegare ai loro figli quando questi abbiano raggiunto un’età sufficiente per capire il delicato messaggio. La Catalogna ha infatti deciso di dichiarare guerra a quelle famiglie che - per scrupolo, precauzione o paura - non si decidono a raccontare ai propri pargoli adottivi la verità sulla loro provenienza, e con una nuova legge punta a garantire la consapevolezza dei ragazzi adottati, partendo dal principio che questa aiuti a migliorare il loro sviluppo personale.
Il dipartimento di Giustizia del governo catalano è partito dall’idea che «i bambini crescono molto meglio, e accettano meglio la realtà, se si spiega loro che sono stati adottati». Su queste basi ha formulato una proposta di legge formata da 240 articoli che segue i consigli di psicologi come Ramón Ubieto, convinti che «nascondere la loro condizione di adottati è una zavorra, un segreto familiare che prima o poi bisogna mettere in gioco».
Così la Catalogna ha deciso di imporre per legge la «confessione» della verità: un’iniziativa unica in Spagna e un progetto che, secondo i programmi, dovrebbe essere approvato a novembre. La legge sul diritto familiare che la Generalitat sta per approvare stabilisce che «quando il figlio abbia raggiunto la necessaria maturità» e comunque non appena abbia compiuto i 12 anni, i genitori dovranno raccontare la verità sull’adozione. Per aiutare a compiere il delicato passo, il governo regionale fornirà aiuto psicologico alle famiglie. A partire dalla cosiddetta età di emancipazione (16 anni) gli adottati potranno poi esercitare il loro diritto di conoscere i genitori biologici ed anche in questo caso l’amministrazione regionale li aiuterà in tutto l’iter. Se i genitori non volessero sapere niente del figlio dato in adozione, il tutto passerà nelle mani di un giudice. Con la nuova legge i figli adottivi arriveranno anche ad avere legalmente nonni e cugini, un aspetto che finora non era contemplato in nessun codice, una notizia importante per un paese che ha registrato 23mila adozioni internazionali negli ultimi cinque anni.
Ma che cosa accade quando la legge impone l’obbligo di raccontare ai figli adottivi di non essere nati dai genitori che loro credono naturali? In Spagna il dibattito è aperto: si discute tra favorevoli e contrari alla legge, ma anche tra coloro che non ritengono giusto il limite di età di 12 anni. Ci si chiede se i bambini sono pronti, ci si domanda se non sarebbe più giusto aspettare che diventino maggiorenni o quantomeno che arrivino ai 16 anni. Il provvedimento catalano segue alcune leggi che già sono in vigore in alcuni Stati nordici. Secondo i primi studi, i ragazzini non avrebbero avuto danni nella loro crescita. È la prima volta che viene preso in considerazione in un Paese latino, dove storicamente il ruolo della famiglia è più protettivo. Toccherà anche all’Italia?