Vero o falso? Come riconoscere le bufale...

Un tizio abborda una bionda in discoteca e la porta a casa propria, dove trascorre una notte di fuoco. La mattina dopo lei non c’è più, ma sullo specchio c’è una scritta: «Benvenuto nel mondo dell’Aids».
Questa macabra storiella è una delle più classiche e diffuse leggende metropolitane, che qualche anno fa si era diffusa a ogni latitudine. Potenza di internet: inutile continuare a ripetere che la Rete è uno strumento meraviglioso da tanti punti di vista, ma non particolarmente dal punto di vista dell’affidabilità delle informazioni. Anzi. Quando la paternità di certi blog non è nota, è più facile centrare un terno al lotto che verificare l’origine delle informazioni che contengono. Wikipedia, ad esempio, la consultatissima enciclopedia virtuale redatta dagli utenti, è costantemente alle prese con il rischio di veicolare come verità degli errori grandi come portaerei.
Eppure ormai il Web è una fonte insostituibile di informazione. Anche quando si tratta di temi delicatissimi, come la salute. Molti medici si dicono preoccupati del crescente ricorso dei pazienti all’automedicazione. Ci sono siti specializzati, ma basta anche cercare i sintomi su un motore di ricerca per trovare indicazioni terapeutiche. Ma c’è da fidarsi? Solo se si hanno buon senso e gli strumenti culturali necessari a incrociare le fonti. Altrimenti si finisce per incappare in trappole pubblicitarie a base di rimedi che invariabilmente sono «naturali», la parola taumaturgica del ventunesimo secolo.
C’era una volta la saggezza popolare, con tutto il suo carico di luoghi comuni, a volte sacrosanti, spesso totalmente fuorvianti. Ma almeno i consigli te li dava la nonna e i danni restavano in famiglia e nel circondario. Con l’era del piccolo schermo, si è imposta una nuova fonte di verità: «L’ha detto la tv». E la platea dei creduloni si è allargata a nazioni intere attraverso l’etere, Wanna Marchi docet.
L’era digitale ha spezzato un nuovo confine: la balla telematica viaggia libera per il mondo. E, come ha dimostrato un recentissimo sondaggio Demos-Coop, internet è percepito come affidabile dal 36% degli utenti, contro il 30% della tv. «L’ho letto su internet», è il nuovo tormentone con il quale si tenta di far ingoiare all’ascoltatore qualunque notizia, per quanto inverosimile. Il paradosso è che in molti casi moderne leggende urbane e credenze diffuse sono versioni rivedute e corrette degli stessi vecchi dogmi della saggezza popolare. Consigli della nonna aggiornati alle nuove linee guida del politically correct estremo e dell’ecologismo spicciolo.