Verona, killer come i kamikaze: video per annunciare l’omicidio

Antonio Palazzo aveva spiegato i motivi del gesto. Ha mostrato la pistola e letto il suo testamento

Alessandra Vaccari

da Verona

Un video per raccontare quello che aveva intenzione di fare. Prima di uccidere l’ex convivente e cercare poi di ammazzarsi, Antonio Palazzo, l’uomo che ha sparato a Chiara Clivio, madre del suo bambino, venerdì scorso in Lungadige Catena ha registrato una sorta di «documento illustrativo» con le motivazioni che l’hanno portato alla soluzione definitiva.
Una registrazione che adesso è agli atti, acquisita come prova dal pubblico ministero che segue il caso dell’omicidio di Chiara, 25 anni, uccisa dal convivente Antonio Palazzo, 40, che poi s’è sparato, ma non è riuscito a uccidersi. Palazzo è in coma profondo all’ospedale Maggiore.
L’ultima parte che Palazzo ha registrato è quella della sera precedente l’omicidio. L’uomo con un berretto di lana in testa racconta di aver provato a trovare una soluzione con la sua ex, ma di non esserci riuscito: «Mi costringono a farlo, io sono una persona seria. Avrei dovuto ucciderli tutti e due, ma non posso, uccido lei soltanto», dice farneticando davanti alla telecamera, lasciando supporre di sospettare che la sua ex avesse una relazione con un altro.
Nella parte precedente, quella registrata presumibilmente il lunedì antecedente l’omicidio invece l’uomo sottolinea che farà un ulteriore tentativo di riconciliazione e che se anche questo andrà male sarà costretto a uccidere. Palazzo è in casa, mostra l’arma con la quale ha intenzione di agire. Dice frasi senza senso, si rivolge alla ex convivente e a un altro rimasto sconosciuto chiamandoli «bastardi». Si autocommisera. Proclama che «ce l’hanno con lui», ma non fa mai riferimento ai fatti che l’hanno visto coinvolto nel 1992 quando aveva già sparato a un’altra sua ex fidanzata, non accettando il fatto che la donna lo avesse lasciato. Quella volta era stato condannato a sedici anni di carcere. E durante il periodo di semidetenzione aveva conosciuto Chiara a Parma, studentessa di chimica. Alla ragazza che all’epoca aveva 20 anni non aveva raccontato del suo passato. E lei lo ha scoperto troppo tardi, quando aveva dato alla luce un bambino suo. Per qualche anno la storia aveva funzionato, poi Palazzo era diventato geloso, ossessivo, non voleva che Chiara frequentasse le sue colleghe d’università che parlasse con altri ragazzi. A novembre aveva alzato le mani contro di lei. E Chiara aveva fatto ritorno a Verona, dai genitori. A gennaio aveva sporto denuncia per maltrattamenti, ma da novembre alla settimana scorsa, ogni lunedì faceva incontrare l’ex convivente con il figlio. Ma Palazzo voleva che la famiglia tornasse unita. Vedendo poi che Chiara era determinata e che il 23 febbraio ci sarebbe stata l’udienza davanti al tribunale dei minori per l’affidamento del figlio ha deciso di ucciderla e di togliersi poi la vita.