Il vescovo di Ferrara: "Migrazioni ridanno vita e futuro"

Ieri, sulla costa salentina, è stata organizzata una "Giornata dei migranti". C'era anche il vescovo Gian Carlo Perego, che ha attaccato i "troppi silenzi"

Chi avesse avuto l'idea di farsi una camminata sul lungomare di Folloniche nel corso della serata di ieri, potrebbe essersi imbattuto nella celebrazione di una Messa a tema: la diocesi di Ugento-Santa Maria Leuca ha organizzato una "Giornata dei migranti". Le realtà ecclesiastiche pugliesi si stanno distinguendo per questo genere di iniziative. C'era anche lui, il vescovo Gian Carlo Perego, che è uno di quei consacrati che ha polemizzato per via dell'utilizzo in campagna elettorale del crocifisso.

In realtà, l'ecclesiastico ha detto la sua, e più volte, anche sul tema della gestione dei fenomeni migratori. Qualcuno lo ha definito "il vescovo dei migranti". Quando si è trattato di commentare la vicenda di Carola Rackete, il monsignore ha pensato che intitolarle il porto di Lampedusa potesse costituire un buon proposito. Non è incaricato in Puglia monsignor Gian Carlo Perego, tutt'altro: Papa Francesco lo ha nominato nell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio nel 2017, dove operava Monsignor Luigi Negri, ma il giorno scorso l'ex vertice della Fondazione Migrantes si trovava in provincia di Lecce.

Le premesse erano state ribadite su Vatican News: "Le migrazioni rigenerano le nostre comunità, ridanno vita e ridanno futuro". E ancora: "Credo che le migrazioni sono l’altro che oggi ci interpella in maniera forte". Se qualcuno è in cerca di una rappresentazione plastica della linea della Chiesa cattolica su questo argomento, questa manifestazione leccese può essere utile. Altri dettagli sono stati riportati anche dalla Sir: Come sempre, quando in ballo ci sono le vite umane, i cattolici non possono tacere. È stata ricordata anche la vicenda della donna somala che gli scafisti hanno catapultato in mare proprio lì, in prossimità della costa salentina. Il Vangelo chiama tutti alla responsabilità. Monsignor Perego, però, è anche quello del "progetto politico alternativo che parta dalle sei milioni di persone che in Italia operano nel volontariato". Sembra esistere una linea sottile tra le priorità pastorali e la voglia di scendere in campo.

Poi c'è quel concetto, il silenzio, su cui il presule si è soffermato in più circostanze nel corso della liturgia: "Sono silenzi – ha argomentato – che ricordano il tempo prima della democrazia, anticostituzionali, che non tutelano il diritto di migrare e di poter restare nella propria terra" Il Mar Mediterranneo, come ha spesso fatto notare il Papa, è un "cimitero della contemporaneità". E non sono in molti, oltre Jorge Mario Bergoglio, a farlo presente. L'omelia, come rimarcato su il FarodiRoma, è stata centrata anche sulla "santità venuta dal mare". Non è una novità: anche il cardinal Francesco Montenegro pensa che con le migrazioni possano portare con sè dei santi.

Commenti

killkoms

Ven, 02/08/2019 - 14:46

i ferraresi rimpiangono il suo predecessore!