Viaggio a «gravità zero» per il fisico Hawking

da Londra

L'appuntamento è per il prossimo 26 aprile quando finalmente coronerà il sogno di una vita. «Per uno come me che ha dedicato la sua esistenza allo studio della gravità e dei buchi neri, vivere l'esperienza dell'assenza di gravita è una sensazione inebriante», le sue parole.
Fino ad oggi Stephen Hawking aveva assaporato la gravità zero solo nella fantascienza, in una comparsata nella serie Star Trek-The Next Generation: ospite dell’astronave Uss Enterprise, giocava a poker con altri mostri sacri della fisica moderna, Albert Einstein e Isaac Newton. Era finzione, tra meno di due mesi diventerà realtà. A bordo di un jet della Zero Gravity Corp., azienda statunitense specializzata in turismo spaziale, il celebre astrofisico decollerà dal centro spaziale JFK di Cape Canaveral (Florida). Un volo parabolico di circa due ore per vivere l'ebbrezza di ripetuti intervalli di 30 secondi a gravità zero. Condannato all'immobilità dalla sclerosi laterale amiotrofica che lo costringe a comunicare solo tramite un computer, Hawking, al quale la Zero Gravity ha regalato il biglietto (tremila euro), verrà assistito da due infermieri. «È importante dimostrare che questi voli sono alla portata di chiunque - ha commentato l'amministratore delegato della Zero Gravity, Peter Diamandis -. Anche di una persona gravemente malata come il professor Hawking. Chiunque può vivere queste emozioni». I voli parabolici sono stati «sperimentati» con successo dalla Nasa per oltre 30 anni (130mila voli complessivi). Per simulare l'assenza di gravità sono utilizzati aerei cargo in grado di trasportare fino a 25 passeggeri in una serie di 40 parabole nell’arco di 120 minuti. L’acrobazia consiste nel raggiungere circa 35.000 piedi (durante la fase d'ascesa la forza d'attrazione è pari a 2G, il doppio della forza di gravità terrestre) quindi nel togliere potenza ai motori perdendo rapidamente quota e creando così la gravità zero (fase Zero G) che resta fino a quando il Boeing torna in assetto normale di volo. Ma l'imminente decollo è solo il preludio a un traguardo ancor più ambizioso già fissato dallo studioso, titolare della cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge. Nel giorno del suo 65esimo compleanno Hawking ha infatti espresso pubblicamente il desiderio di viaggiare nello spazio. Un sogno personale, ma anche un modo per sollecitare l'interesse pubblico verso i viaggi spaziali, decisivi - a suo dire - per il futuro dell’umanità. «Ho sempre voluto dimostrare che le persone non possono lasciarsi limitare dagli handicap fisici, almeno fino a quando non sono disabili anche nello spirito», le parole di Hawking.
Il suo appello è stato raccolto da Sir Richard Branson, la cui compagnia Virgin Galactic entro il 2009 sarà in grado di organizzare voli suborbitali. Branson ha promesso di finanziare personalmente il viaggio dell'astrofisico (circa 170mila euro). «È uno dei più grandi fisici di tutti i tempi, credo che si meriti questo e molto altro», le parole del presidente della Virgin Galactic, Will Whitehorn.