VIAGGIO nel verde in città/1

Ovunque scritte dei graffitari imbrattano i muri, ma il prato è una delle poche oasi per lo svago

Prosegue il nostro viaggio tra i parchi genovesi. È la volta di Villa Gruber De Mari, edificio costruito probabilmente nella seconda metà del cinquecento da Stefano De Mari e modificato in stile neoclassico alla fine del XVIII secolo. Passata di proprietà all'industriale Adolf Gruber nell'800, la villa è stata poi acquistata dal Comune. Attualmente, è sede del Museo americanistico Federico Lunardi, con una collezione di oggetti precolombiani, e ospita anche la stazione carabinieri di Castelletto. Il polmone verde di 13.500 metri quadrati che la circonda è accessibile dall'ingresso di via Solferino 29 e i colonnati del portico hanno bisogno di una robusta rinfrescata di colore. Il guaio è che i piccioni si danno convegno proprio sopra le arcate e le panchine sottostanti sono ricoperte di sporcizia. Numerose aiuole hanno poca erba, mentre gli alberi sono maestosi e i sentieri piuttosto ben tenuti. Partendo dall'ingresso, e procedendo verso la villa, si nota nel primo tratto del sentiero di sinistra un raccoglitore dei rifiuti mezzo sfasciato e non mancano alcune buche da ricoprire. Le aiuole di contorno al parco, ospitano alberelli ben curati, ma poca erba. Da evitare, specie per gli anziani e i bambini, le scalette scorciatoia inserite tra i sentieri principali, perché sono decisamente ripide. Il sentiero di sinistra si inerpica in salita verso la villa senza offrire panchine, tranne alcune panche in pietra sul bordo destro del sentiero che sono prive di schienale e sporgono pericolosamente nel vuoto a diversi metri d'altezza. Le panchine del terrazzo panoramico della villa, sono vecchiotte e qualcuna è decisamente da sostituire. Sul lato opposto del piazzale, rispetto alla stazione dei carabinieri, parecchie scritte dei grafomani «ornano» le pareti, mentre il muretto che delimita il terrazzo panoramico è molto scrostato. Percorrendo gli altri sentieri si arriva ai piedi dell'imponente scalinata della villa che è bisognosa di tinteggiature, mentre una sorta di finestra, completamente arrugginita, fa brutta mostra di sé nella prima rampa di sinistra. La fontana davanti alla villa è rigorosamente asciutta e le firme di altri grafomani hanno vergato sia i cartelli indicatori dei divieti, sia i muri al lato della scalinata. Numerosi cani circolano senza guinzaglio e la zona del parco a loro riservata e il tratto vicino sono da ristrutturare. Dopo aver percorso vari sentieri senza potersi sedere, si nota che le panchine sono concentrate soprattutto nella zona giochi dei bambini. Il pavimento ai piedi degli scivoli ha le imbottiture di sicurezza quasi ovunque, tranne che ai piedi di un gioco su cui i bambini si arrampicano, come fa notare una mamma contrariata, che aggiunge lapidaria: «Una serie di ritocchi e un po' di buona volontà basterebbero per rendere quest'oasi di verde ancora più bella».
In corso Dogali 18, sempre in Circonvallazione a Monte, non si può fare a meno di notare il castello neo gotico, costruito alla fine dell'800, come residenza dell'esploratore e navigatore Alberto D'Albertis, circondato da un piccolo parco panoramico. Il guaio è che se ci si serve dall'ascensore AMT, che collega via Balbi con Montegalletto, si deve poi attraversare un breve tratto sulle strisce pedonali, senza poter vedere le auto che sbucano all'improvviso dalla curva. E, in certi momenti d'intenso traffico, è davvero pericoloso. «Corso Dogali è pieno di curve - spiegano i residenti - ma questo tratto forse è troppo breve per mettere un semaforo. Chi non è abituato a fare attenzione al rumore delle auto in arrivo, rischia parecchio, perché le vede solo quando gli sono già addosso».
Il parco è molto ordinato e la vasca dei pesci rossi è un'attrazione per tutti i bambini. L'erba è un po' rada al lato dell'ingresso del castello, che ospita il Museo delle Culture nel Mondo e un pensionato propone l'inserimento di un paio di panchine al lato dell'entrata, dato che ce ne sono solo quattro, concentrate nella zona panoramica del parco, che domina il porto antico e la Lanterna. Il servizio bar è funzionante e le scalette che offrono una scorciatoia dal bar verso la zona belvedere sono piuttosto ripide e meno invitanti dei percorso principali asfaltati. Una notevole varietà di piante, pur in uno spazio contenuto, accoglie i visitatori, mentre l'angolo al lato del castello, permette di fare un salto indietro di secoli, grazie ai cannoni e alle antiche munizioni, posizionati sul bastione. Il museo è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10,00 alle 18,00 (sabato e domenica fino alle 19,00), ospita una ricca biblioteca e la collezione di reperti e manufatti, raccolti dal capitano d'Albertis nel corso delle sue esplorazioni. Ogni domenica, alle 16,00, è prevista la visita guidata, previa prenotazione, al prezzo di 6 euro.