Viaggio nell’universo con «il Giornale»

Enza Cusmai

La Terra gira intorno al sole. Ma nel Lazio lo ignora un cittadino su quattro. Dunque l’astronomia è il punto debole di molti. E non solo in Italia. «La non conoscenza di principi basilari è nella media europea» conferma Loepoldo Benacchio, professore di astrofisica a Padova. «È una questione di percezione personale della scienza. Per esempio io ho sempre pensato che le cellule siano piccole. Quando mi hanno spiegato che un uovo di struzzo è una cellula sono rimasto di stucco. Purtroppo nella scuola si insegnano in modo pedissequo certe nozioni mentre i nostri sensi ci dicono il contrario».
Lo spazio, i pianeti. Le galassie. Quante sono? Parecchi miliardi. Ogni galassia contiene una quantità di stelle, da pochi milioni a molti miliardi. Il mondo celeste è incredibile, affascinante e misterioso. Ancora impenetrabile e per questo molto attraente. Non a caso il secondo volume dell’Atlante enciclopedico in edicola domani con il Giornale è dedicato all’Universo, un Grande vecchio di circa 13,7 miliardi di anni. Ogni argomento è trattato in modo divulgativo, per far comprendere anche ai non addetti ai lavori i rudimentali principi di astronomia. Che risalgono alla notte dei tempi. Furono i Sumeri a prevedere le eclissi di Luna. Poi ci furono Aristotele e Tolomeo, Copernico e Keplero, infine Galileo e Newton che aprirono le porte all’era moderna. Ai giorni nostri l’astrofisica è una materia inaccessibile e complicatissima. «Oggi è fare ricerca in uno studio al chiuso. Si continua a studiare per il progresso. Senza la teoria della relatività, per esempio, non si sarebbe arrivati a concepire il navigatore satellitare. E senza la teoria quantistica non si sarebbe mai approdati all’elettronica, al telefonino, al computer». Astrofisica ma anche strumenti di osservazione e sonde spaziali. E poi pianeti. Nell’Atlante si parte dalla Terra, per passare alla Luna e alle sue storiche esplorazioni. Infine il cielo, le stelle e le costellazioni, rito notturno quasi magico che gli antichi hanno collegato all’astrologia. Non possono mancare le illustrazioni sulle eclissi, di Luna e di Sole, emozionanti e suggestive. Sfogliando l’Atlante ci si sofferma sulle bellissime immagini del sistema solare. Immenso agli occhi di un profano, «in realtà è grande quanto un granello di sabbia dentro al lago di Garda» precisa l’astronomo. Il sistema solare e i suoi pianeti. La Terra innanzitutto. Avvolta da un velo sottile e fragile, l’atmosfera. «La Terra, circa 13mila km di diametro, è attorniata da un’atmosfera di circa 100 km: il rapporto è quello di una striscia di domopack su un melone». Poi Giove, Mercurio, Saturno, Urano, Nettuno e Venere. Un pianeta dal nome affascinante che in realtà «è ricoperto da una coltre di nubi impenetrabili: c’è un effetto serra spropositato, si arriva a 400 gradi. Su Venere non si vede mai il sole, ed è caldissimo».
Capitolo a parte spetta a Marte, il pianeta rosso dall’atmosfera molto sottile che viene studiato grazie alla strumentazione italiana. «Nel 2020 la Nasa ha previsto lo sbarco dell’uomo. Ma il problema – precisa Benacchio - è ripartire. Marte ha le dimensioni della Terra, quindi c’è bisogno di un razzo che porti fuori gli astronauti grande come quello che servirebbe per partire dalla Terra. Dovrebbero portare insomma, non una navicella, ma un razzo alto cento metri». Un capitolo approfondito è dedicato alla Luna, una palla di roccia che ruota nello spazio. «Ora vogliono andarci tutti, Cina, Europa, Russia, Usa, tutti vogliono trasformarla in una base terrestre. Un posto dove mettere, per l’astronomia, dei telescopi. La Luna non ha atmosfera e dunque non disturba le immagini. Gli americani, inoltre, pensano a una base lunare per decollare dalla Luna verso Marte perché la gravitazione lunare è sei volte minore di quella terrestre».