Il viaggio della salvezza finito in tragedia

WashingtonL’esplosione di una camera iperbarica in Florida ha messo la parola fine al sogno di una nonna di vedere guarire il proprio nipotino in cura per una paralisi cerebrale che gli impediva di camminare e parlare correttamente.
La tragedia in cui ha perso la vita Vincenza Pesce, di 65 anni, è avvenuta sabato scorso all’Ocean hyperbaric neurologic center (Ohnc) di Laurendale By the Sea poco prima di mezzogiorno ora locale (le 18 in Italia).
Francesco Pio, 4 anni, dallo scorso 22 novembre ricoverato nella clinica, stava inseguendo il sogno d’essere curato «grazie alle cure speciali che si praticano in America» quando la camera iperbarica è apparentemente esplosa.
La nonna, che gli stava accanto per sostituire la mamma e il papà che da mesi si avvicendano al suo fianco andando avanti e indietro fra San Felice a Cancello in provincia di Caserta e la Florida, è morta poche ore dopo l’esplosione.
Il padre del bimbo, Luigi Martinisi, ha appreso della tragedia in viaggio durante uno scalo ad Atlanta. L’uomo stava tornando in America dal figlio dopo aver visitato in Italia la moglie Caterina Ruscio, che ha da pochi giorni partorito il loro secondo figlio.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti Francesco e la nonna erano chiusi nella camera iperbarica quando la donna si è resa conto dell’inizio di un incendio. Il tecnico, Pedro Rodas, avrebbe immediatamente attivato le procedure di emergenza, depressurizzando l’ambiente e facendo evacuare gli occupanti.
«L’allarme - ha spiegato il portavoce del centro di emergenza Mike Jachles -, è stato dato quando con una telefonata ci hanno chiesto di mandare un’ambulanza al 4001 di Nord Ocean Drive. Là abbiamo trovato il bimbo nella camera iperbarica con ustioni che ricoprivano il 90 per cento del corpo». Alla domanda se l’esplosione era avvenuta dentro o fuori al camera iperbarica, Jachles non ha saputo rispondere.
«Ho visto portare via il bimbo su una barella - ha confermato Nicole Huffman, l’assistente di uno studio dentistico situato al terzo piano dell’edificio dove è situata l'Ohnc -: aveva tutta la pelle nera».
Nipotino e nonna sono stati trasportati al Broward general medical center dove purtroppo per la donna non c’è stato nulla da fare. La prognosi sul bambino è riservatissima.
L’Ohnc, diretto dal professore Richard Neubauer, è famoso in tutto il mondo per essere stato il primo centro specializzato nel recupero di persone affette da danni cerebrali, tetraparesi spastiche ed encelofapatie.
Secondo l’associazione italiana dei centri iperbarici privati però la camera in cui veniva curato Francesco in Florida è proibita in Italia da circa 20 anni perché non garantisce adeguate condizioni di sicurezza. «In Italia - si legge nel comunicato dell’associazione - non si possono superare certi valori abbastanza bassi di pressurizzazione di ossigeno che sono intorno al 23 per cento». All’Honc pressurizzano l’ossigeno al 100 per cento e usano camere dove l’accompagnatore tiene il paziente in braccio.
Secondo Hope Fine, direttrice dell'Hyperbaric oxygen therapy clinic di Deerfield Beach l’esplosione della camera iperbarica dell’Ohnc è il primo incidente che avviene negli Stati uniti.
Choc e sgomento per la famiglia del piccolo Francesco e per la comunità tutta di San Felice a Cancello, che tanto aveva fatto per il bimbo. Il vescovo di Acerra, monsignor Rinaldi, che si era recato l’anno scorso a casa del piccolo, stava proprio in questi giorni promuovendo un’altra raccolta di fondi per le cure negli Usa.