Vichingo volante in fuga-record sorprende l’Open

«Quando sono sceso dalla macchina a Tolcinasco ho avuto un brivido di emozione rivivendo le stupende sensazioni dell'anno scorso», parola di Francesco Molinari, arrivato nel circolo milanese per difendere il titolo conquistato l'anno scorso. Sentimento più che normale, il suo, soprattutto per un ragazzo che ha emozionato l'enorme folla mai vista su un campo da golf italiano, che ha causato una pacifica e festosa invasione di campo a soli 23 anni e al secondo anno da professionista. Fra i grandi nomi al via del Telecom Italia Open fanno bella mostra di sè quelli di due italiani, Francesco ed Edoardo Molinari, che costituiscono uno dei motivi di interesse che animano la gara. Edoardo e Francesco Molinari sono i protagonisti della nuova era del golf italiano che potrebbe diventare d'oro. Un titolo US Amateur e due vittorie nel Challenge Tour 2007 il primo, vincitore dell'Open d'Italia dopo 26 anni il secondo, sarebbero credenziali più che sufficienti per far pensare che ci possa essere della competizione fra i due. La rivalità è inesistente nonostante abbiano caratteri completamente diversi, modi di giocare diversi, comportamenti interpersonali all'opposto, persino due differenti squadre del cuore... Eppure sono amici, unitissimi e legati da un profondo rispetto l'uno per l'altro. Ebbene, questi due giovani torinesi possono portare in alto nel mondo il vessillo tricolore indossando l'abito del campione vestito negli anni '90 da Costantino Rocca. «Speriamo di continuare a vincere e far divertire chi ci segue. Sarebbe bellissimo se potessimo contribuire alla crescita del golf in Italia perché quando Rocca vinceva, l'Italia non ha mai capitalizzato la fama del campione. Credo che abbiano capito la lezione. Quello che noi possiamo fare è sperare di continuare a vincere», queste le parole di Francesco Molinari, neo laureato in economia e commercio. «Certamente questa non è una gara come un'altra e qualche volta durante l'anno ho pensato all'Open d'Italia».
Si è preparato in modo diverso? «No, come per tutte le altre gare». E il campo l'ha trovato cambiato? «A parte le due buche allungate mi è sembrato che il rough sia un po' meno punitivo dell'anno scorso e questo è certamente dovuto al clima favorevole. Se tornerà la pioggia, come hanno annunciato le previsioni, allora la situazione cambierà e il rough diventerà più difficile e pesante».
L'ingegner Edoardo, l'attuale leader del Challenge Tour aggiunge in merito alla loro presenza nei Tour: «Ovviamente è un bene per l'Italia avere due fratelli che gareggiano ad alto livello. Abbiamo avuto solo Rocca e Canonica negli ultimi anni, così è un bene che sia arrivato qualcun altro. Francesco e io non abbiamo ancora fatto nulla rispetto a Costantino, però siamo giovani e abbiamo tanta strada davanti».
Ora che è partito l’Open, il pubblico italiano spera e si augura che sia arrivato il momento giusto per i due fratelli. «Difendere il titolo è una sensazione nuova per me - ha detto Francesco - Spero di giocare bene e di far divertire il pubblico come l'anno scorso». Ieri ci è già riuscito: forza Chicco!