Villa Gambaro tenuta da cani

Paola Castellazzo

In un'ora dieci cani e nove padroni. In media una trentina di cani al giorno, ovviamente senza guinzaglio e senza museruola, accompagnati dai loro amorevoli proprietari, in gran parte sprovvisti della famigerata paletta. Un'immensa area verde che è diventata, per le sue condizioni disastrose, una grande area per cani. È il parco di villa Gambaro, nel quartiere di Albaro che ha a disposizione, magari senza saperlo, una splendida zona per gli amici a quattrozampe. Peccato che da un giardino pubblico ci si aspetti qualcosa di più, magari uno spazio per bambini e un luogo soleggiato e accogliente per chi vuole fare una piacevole passeggiata tra il verde. Nessuno in effetti vieta di salire per le stradine tortuose di villa Gambaro in cerca di un po' di refrigerio al caldo sole primaverile o di portare i propri figli a giocare tra le piante ad alto fusto di questo parco, ma, francamente, sono pochi quelli che guardando l'ingresso di Villa Gambaro decidono di farlo.
Cancelli incrostati di ruggine, sporcizia ovunque, bottiglie abbandonate, verde incolto e persino il cartello del Comune accartocciato e illeggibile. All'esterno poi le siepi non vengono potate da tempo e le immondizie si sono accumulate in mucchi disordinati sotto le fronde.
La prima inchiesta sulle condizioni critiche della villa venne fatta da Il Giornale tre anni fa, oggi la situazione, nonostante infinite promesse, è simile.
Certo si vedono salendo nuovi bidoni della spazzatura e qualche albero presenta segni recenti di potatura, ma la situazione complessiva è rimasta invariata.
La sensazione che si respira arrivando davanti ai cancelli, scendendo da via Gambaro, alle spalle di via Pisa, è di vecchio, sporco, di non fatto. Non si tratta tanto e solo di foglie secche abbandonate da tempo sui selciati, è l'aspetto generale di abbandono che sconcerta. Recinzioni in finto legno rotte oggi come allora, la recinzione di separazione tra la villa e l'Università rotta in vari punti, con aperture dove può tranquillamente passare un uomo, un sottobosco che cresce spontaneamente, e quindi disordinatamente, nelle aiole. Alberi che, con buona pace delle foto ad infrarosso tanto pubblicizzate dal Comune per verificare lo stato di salute delle piante, sembrano sofferenti, in parte secche, molte troppo vecchie e ravvicinate. E se la situazione è brutta nella parte bassa, salendo il panorama non cambia. Manca la manutenzione sia straordinaria che ordinaria, fatta eccezione per i pochi interventi operati in questi anni. «La manutenzione ordinaria è stata affidata all'U.S. Albaro dal Comune tramite una convenzione - spiega l'Assessore all'Ambiente Luca Dall'Orto - a fronte della concessione dell'area del campo da calcio. La pulizia dei viali e dei cestini, la pulizia del sottobosco e dell'immondizia è stata avviata partendo dall'alto a scendere. Mentre manca ancora completamente lo sfalcio dell'erba». Sarà, ma a guardare Villa Gambaro viene da chiedersi se qualcuno sia mai andato a controllare e se sia possibile che in tre diversi sopralluoghi in giorni e orari diversi sia normale non aver mai visto nessuno effettuare dei lavori.
«Quanto al ripristino della recinzione confinante con l'Università ci stiamo attivando, visto i grandi ritardi - continua Dall'Orto - ad appaltarla a qualche ditta esterna. Attualmente invece sono in corso interventi di rifacimento del muro confinante con un vivaio privato e con edifici sul lato di levante».
E pensare che villa Gambaro è costata, in dodici mesi, al Comune di Genova e quindi ai cittadini genovesi, ben 50mila euro di manutenzione straordinaria, peccato che non ne possa trarre alcun beneficio chi vi passeggia.
«Nel corso del 2005 - spiega Dall'Orto - abbiamo impiegato questi 50mila euro per il risanamento di situazioni di pericolo connesse con le condizioni delle ringhiere di protezione in finto legno, per il ripristino delle situazioni più urgenti del verde e per l'aumento o sostituzione dei portarifiuti. Certamente nei prossimi mesi prevediamo di intervenire in maniera consistente al fine di rendere usufruibile e pulito questo importante spazio verde».
Importanti invece i lavori portati avanti dalla circoscrizione Medio Levante che ha dato corso, impiegando il personale ex Ilva, al ripristino del Gazebo, prima abbandonato, e dei giochi per bambini siti sulla sommità della villa, prima arrugginiti e pericolosi e presto di nuovo a disposizione dei piccoli fruitori di questo spazio. Tra i lavori in corso poi anche quelli sulla pensilina, un tempo bel solarium, dimenticata per anni e resa dal tempo e dalla mancanza di manutenzione, inagibile.
A dimostrazione che, se si vuole, e si lavora, è possibile restituire questi polmoni verdi, alla città e ai suoi legittimi proprietari, i cittadini.