A Villa Scassi il verde è più malato dell’ospedale

(...) era un'imponente costruzione affacciata sul mare che, all'epoca, si estendeva fino in prossimità dell'edificio. I suoi giardini «alla genovese» occupavano l'intera area compresa tra il mare e la collina, dove oggi sorge l'ospedale, ed erano talmente maestosi che l'intero complesso fu soprannominato «La Bellezza». Nel corso dei secoli, l'edificio è stato trasformato in caserma e, successivamente, in ospedale, fino a quando, all'inizio dell'800, fu acquistato e restaurato da Onofrio Scassi. La villa è ora di proprietà del Comune e ospita l'istituto professionale per il turismo «Giuseppe Casaregis». Profondi ridimensionamenti hanno subito anche i giardini che, nel tratto iniziale, hanno ceduto il posto a via Cantore che ha separato la villa dall'ingresso del parco. E il degrado ha fatto ampiamente la sua parte, specie sul lato dell'edificio che si affaccia su Largo Pietro Gozzano, all'incrocio con via Daste. I muri dei palazzi circostanti, infatti, sono talmente pieni di scritte e insulti a caratteri cubitali, le aiuole così incolte e la salita all'ingresso dell'istituto Casaregis è talmente malandata, da offrire uno spettacolo davvero indecente.
Attraversando via Cantore, si arriva all'ingresso del parco vero e proprio, con i cartelli di divieto di circolazione dei cani senza guinzaglio che non hanno nessun effetto, dato che, appena superata la scalinata d'accesso, il primo livello del parco è spesso in balia di cani che scorazzano nelle aiuole, usano le piante come orinatoi e scavano intorno ai cespugli, rovinandoli. Le scalinate, poco agevoli per gli anziani, conducono al livello superiore del parco che domina via Cantore. In quest'area, non mancano scritte sui muri e cartacce, anche se le panchine sono piuttosto pulite e integre. Altre scalinate conducono alla zona giochi dei bambini che è interdetta ai cani. Le panchine, per lo più vecchie e in discreto stato, non sono risparmiate dal guano dei piccioni. Le aiuole perimetrali hanno alberelli e poca erba e, per quanto i giochi siano abbastanza nuovi e isolati dal terreno con le imbottiture di sicurezza, cominciano ad essere ricoperti dalle scritte dei grafomani. Lungo il percorso, s'incrociano altre zone poco erbose e la fontana centrale, pur funzionante, contiene le cartacce gettate da chi è allergico all'uso dei cestini, nonostante siano numerosi e a portata di mano. L'aiuola che la circonda è incolta ma, si spera, ancora per poco, dato che ci sono lavori in corso da parte dell'Aster. Anche le aiuole che contornano la giostra sono piene di cartacce di ogni tipo.
Imboccando le imponenti e ben tenute scalinate d'accesso all'ospedale, si raggiunge il livello intermedio che domina la fontana. Il guaio è che i marmi del terrazzo sono letteralmente ricoperti da dediche e messaggini, al punto che non c'è quasi più un centimetro libero. Stessa triste sorte è stata riservata anche all'unico vaso che orna il parapetto e non mancano spruzzate di vernice sui due leoni ai lati della scalinata, uno dei quali ha anche la testa danneggiata. «Bisogna potenziare i controlli per proteggere meglio il parco - lamenta un pensionato - Villa Scassi è il punto di riferimento del quartiere, specie per anziani e bambini». Il sentiero, alternativo alle scalinate, che corre parallelo alla scuola elementare Emilio Salgari, è ben asfaltato, ma non mancano altre panchine imbrattate a metà percorso e aiuole con cespugli secchi. I sentieri che incrociano l'ultimo tratto del parco sono in ordine, ma uno dei due leoni in pietra, posti davanti al cancello d'uscita in corso Scassi, è privo di una zampa posteriore.