Villafranca dedica una via a Ben Alì: «Aiutò Craxi»

(...) simbologia. E il sindaco Lucio Barani, deputato del Partito Socialista Italiano Nuovo Psi, che gioca coi numeri per chiarire il teorema. Sette anni dalla morte di Craxi ad Hammamet, settecento da quando i Malaspina ospitarono a Villafranca il Dante cacciato da Firenze. Storie parallele che l'arguto Barani intreccia. Lui, il craxiano sospeso dal prefetto di Massa Carrara perché, sindaco di Aulla, consegnò la cittadinanza onoraria aullese a Craxi nel suo esilio. Ad un ricercato. «Lo incontrai due mesi prima della morte, mi disse: so quanto vi è costata questa cittadinanza». Lui che al funerale dell'ex premier era l'unico ad indossare la fascia tricolore. Lui che aiutò a calare la bara nella terra. La racconta tutta Barani questa storia coraggiosa. Racconta del Presidente Ben Ali che accoglie Craxi non come politico, ma come amico, «quando avrebbe potuto accattivarsi altri favori in Italia». Una strada di valori forti, di confini cancellati, di pace, di dialogo. «Di rinascita economica di due Paesi su sponde opposte d'uno stesso mare». Non serve l'interprete all'ambasciatore Habib Mansour, delegazione di dodici persone al seguito, per respirare la passione, l'orgoglio, la reciprocità di una storia condivisa. È lui a scoprire la targa agganciata sotto il ponte. L'applauso lunghissimo. La commozione che traduce gli idiomi. Non a caso Barani ha scelto la via dei Fossi, un pezzo di storia sulla via Francigena. È il tracciato che costeggia Malnido, verso la Magra, verso l'ospitale di Groppofosco. Perché a Malnido i Malaspina ospitarono Dante, che li incontrò nel VIII canto del Purgatorio. Qui doveva essere l'intitolazione al Presidente tunisino, «collocata all'interno dei luoghi dell'ospitalità».
Poi la notizia fresca: «Il Tar ci ha dato ragione: le Ferrovie dovranno occuparsi del restauro del castello che ha massacrato». Un altro successo. Che la statua di Dante in marmo, il libro del Chiodo accanto, reclama giustizia. «Quel libro dove i fiorentini vergarono la condanna di Dante. Scrissero che s'era macchiato di ruberie e favoritismi per sé e i suoi amici».
Barani prende fiato e sorride amaro: «Corsi e ricorsi storici, la stessa accusa che la magistratura pronunciò contro Craxi». Poi i siluri: «La vera manifestazione di ricordo viene fatta qui. Lui avrebbe voluto questo, non la gara dei politici italiani schierati ad Hammamet per accattivarsi i voti dei socialisti. Di Craxi ce n'è uno solo e si chiama Bettino. Il resto è vuoto pneumatico». Vibra qualcosa, sono le mani, l'eco in sottofondo. I sussulti dei garofani rossi un po' ovunque. È un crescendo «Sono sicuro che lui ci è riconoscente per questa intitolazione, non di certo per la festa di Hammamet». La grande lezione arriva dai tunisini. Barani ha parole di lode per il presidente Ben Ali che ha accolto con fiducia Craxi e dedica oggi una via all'ex Presidente del Consiglio socialista. «Questo gesto ha segnato molto il nostro Presidente - lo dice in francese e s'aiuta con l'italiano - Spiana le frontiere e apre al dialogo. Domani saranno dieci milioni i tunisini a riconoscersi in questo gesto di solidarietà».
Poi lo scambio dei doni: dalla Tunisia il ritratto ufficiale del Presidente. E datteri, masticati nell'aria che sa di camini. Una battuta anche per l'on. Mauro Del Bue: «Come mancare, sono deputato con Barani alla Camera, siamo praticamente una coppia di fatto». Ridono, poi l'abbraccio. È un discorso che inizia a Villafranca per finire davanti al Municipio di Aulla, in Piazza Bettino Craxi, davanti alla statua di lui, marmo bianco grandezza naturale. Voluta da Barani allora, «quando tutti lo insultavano». Da Villafranca in coda per rendergli omaggio. Una corona di garofani rossi. Un garofano rosso all'occhiello di Barani. «L'idea della reciprocità mi ha colpito-Del bue lo grida al microfono-e filtra la cortina di silenzio stretta attorno al nostro partito. S'è parlato di Bettino. Una celebrazione alla Camera. Un'altra con i Socialisti. Sono lontani i tempi in cui era considerato un reprobo. Oggi lo riabilitano, ma le dichiarazioni che noi facevamo quindici anni fa sono state fatte proprie dalla maggioranza del Paese». Ancora applausi e clima surreale in questa piazza spartita con Gramsci. «Aulla resta il grande omaggio a Craxi- la voce incrinata di Barani-A Villafranca il passaggio successivo». Sette e settecento anni. Esili paralleli e risposte parallele. Nella corale di una terra di mezzo che respira un'autenticità ritrovata.