«Un virus che può colpire chiunque»

I più a rischio sono neonati e giovani. In un anno registrati tra i 300 e i 400 casi in Italia

Professor Fabrizio Pregliasco, lei come virologo, non è sorpreso che la meningite si risvegli d’estate e colpisca soggetti adulti?
«In effetti la meningite si scatena in primavera e autunno, in occasione dei cambiamenti climatici. Ma questa condizione non è così stringente».
Cioè può diffondersi in ogni momento, estate compresa?
«Purtroppo sì. Quindi bisogna stare attenti alle febbri alte. L’influenza in questo periodo non c’è, quindi se all’alta temperatura si aggiunge il mal di testa, la rigidità nucale, l’intontimento diffuso, non c’è tempo da perdere».
Le due persone decedute sono adulte, come lo spiega?
«La meningite colpisce di solito bambini e adolescenti ma questo non significa che gli adulti siano esclusi. Ci si può ammalare anche a 50 anni».
Dunque la meningite colpisce a caso?
«Purtroppo sì. La malattia è legata al momento di risalita del numero dei portatori sani. Ma il trend annuale è stabile, si aggira intorno ai 300-400 casi».
Nei Paesi delle persone decedute si scatenerà la psicosi.
«La profilassi va fatta alla gente che ha avuto contatto stretto con i malati, parenti, amici, colleghi. Per gli altri c’è solo il suggerimento di farsi vedere se, nell’arco di una settimana, si evidenziano sintomi sospetti».
Vaccinazioni?
«Questi episodi fanno riflettere sulla necessità di incrementare la vaccinazione a livello nazionale. Bisogna partire dai bambini di età inferiore al secondo anno di vita, quelli cioè più a rischio. In ogni caso, un vaccino contro il meningococco si può fare quando si vuole e vale per tutta la vita».