Vittorio Emanuele rinviato a giudizio

Il gip di Potenza Barrella ha rinviato a giudizio Vittorio Emanuele di Savoia per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari. Era l'inchiesta Woodcock

Potenza - Sarà processato. Il gup di Potenza Luigi Barrella ha rinviato a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari, Vittorio Emanuele di Savoia, che era stato arrestato il 16 giugno 2006 su richiesta dell’ex pm di Potenza, Henry John Woodcock. Il dispositivo è stato letto in un’aula del tribunale di Potenza, dove erano presenti i pm Laura Triassi e Salvatore Colella poiché Woodcock si è trasferito a Napoli.

I commenti "Non c’era da aspettarsi altro per una vicenda inspiegabile. Resto fiducioso nell’accertamento dei fatti però provo dolore nel subire queste accuse". Così Vittorio Emanuele ha commentato, al telefono con l’avvocato Francesco Murgia, il rinvio a giudizio da parte del gup di Potenza. La prima udienza del processo è stata fissata per il 21 dicembre, alle ore 9.30.

L'arresto Il 16 giugno del 2006 l'arresto che fece il giro del mondo. Oggi, a più di tre anni di distanza, la sentenza del gup: Vittorio Emanuele di Savoia sarà processato a Potenza. L'arresto di Vittorio Emanuele fu chiesto dal pm Woodcock (trasferitosi a Napoli dallo scorso 14 settembre) e disposto dal gip Alberto Iannuzzi: al centro dell'inchiesta denominata "Savoiagate" vi era - secondo l'accusa - un'holding del malaffare, con a capo proprio il principe di casa Savoia, e impegnata nel settore del gioco d'azzardo, che avrebbe fatto ricorso ad operazione di corruzione per ottenere specifici "nulla osta" dai Monopoli di Stato per l'installazione di videogames.

Altri imputati Oltre al principe, sono stati rinviati a giudizio, sempre con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari, altre cinque persone: Rocco Migliardi, Ugo Bonazza, Nunzio Laganà, Gian Nicolino Narducci e Achille De Luca. Al telefono, con gli avvocati Francesco Murgia e Gianfranco Robilotta,

I legali Estremamente duro anche il commento dei legali: "C'é - ha detto Murgia - profonda delusione sul piano tecnico. Gli elementi eclatanti che deponevano per l'insussistenza di qualsiasi ipotesi di reato sono stati riversati in maniera ampiamente esaustiva. Sono deluso come avvocato e impaurito come cittadino perché - ha concluso Murgia - si è usata come prova l'aria". Per Vittorio Emanuele vi sarà un altro processo, a distanza di oltre 20 anni da quello che si concluse con la sua assoluzione dall'accusa di omicidio preterintenzionale del giovane tedesco Dirk Hammer, ucciso nel 1978 all'Isola di Cavallo, in Corsica, da un colpo di fucile sparato dal principe.