Vuoi salvare la Terra? Devi rinunciare alla ricevuta bancomat

Diventa un caso il «Libro Verde» che fa arrossire gli ambientalisti

Arriva dall’America e si intitola Green Book. Scritto da Elizabeth Rogers e Thomas M.Kostigen, ti insegna a diventare un perfetto cittadino «eco-compatibile». In Italia, il «Libro Verde», si è subito trasformato nella lettura cult dei «salotti bene» frequentati da «bella gente». Del resto, quella che un tempo era la borghesia radical-chic da tempo ha virato sul fronte dell’ambientalismo solidale. Non a caso la settimana scorsa, sul magazine del Corriere della Sera, la rubrichista specializzata in bon ton e high society ha vergato 40 imperdibili righe dal titolo: «Per salvare il pianeta mai più scontrino al bancomat».
Bomba-carta al bancomat
Ma cosa c’entrano le sorti della Terra con lo scontrino del bancomat? La giornalista, esperta in nuove mode e trend, lo spiega briosamente citando proprio l’opera scritta dalla coppia Rogers e Kostigen: «Il Green Book molto noto negli Stati Uniti e appena arrivato da noi, illustra in modo semplice le tante piccole cose che possiamo fare per contribuire a rendere il nostro pianeta più pulito e meno inquinato». Non ci crederete, ma tra queste «piccole cose» c’è anche la rinuncia alla ricevuta del bancomat: «Hanno fatto il calcolo che se ogni americano evitasse di richiedere lo scontrino si risparmierebbe un rotolo di carta lungo 60mila chilometri, sufficienti ad avvolgere, quasi due volte, l’equatore». Altro che dieci pani di morbidezza.
Sciacquone sì, ma con giudizio
Gli esperti del Green Book sono entrati anche in bagno e, dopo un’accurata serie di test sperimentali, hanno tirato (oltre alla catena del wc) la seguente conclusione: «Se riesci a usare lo sciacquone del vaso una volta in meno al giorno, risparmierai circa 17 litri d’acqua: quanta ne serve a una persona in Africa per bere, cucinare, lavarsi e pulire in un giorno intero». Pensateci dopo aver fatto la pipì.
Caramelle da uno sconosciuto
I consigli della premiata ditta Rogers&Kostigen, oltre che ridicoli, risultano a volte clamorosamente anacronistici. Al capitolo «caramelle» scrivono testualmente: «Se puoi, compra le caramelle sfuse e non incartate», Caramelle «sfuse»? Roba che si vendeva nelle drogherie quando i nostri nonni erano bambini. Ma poi perché i ragazzi di oggi dovrebbero abiurare le caramelle nei pacchetti? Quelli del Green Book «scartano» la soluzione in tempo reale: «Spesso le confezioni che avvolgono le caramelle sono trattate chimicamente e questo le rende difficilmente riciclabili». Le confezioni, non le caramelle.
Gelati al latte (di mamma)
La notizia è di ieri e sicuramente Elizabeth Rogers e Thomas M.Kostigen la inseriranno nella prossima edizione del Green Book: il gelato fatto non più con il latte di mucca, ma con quello umano. Proprio nei giorni dello scandalo del latte cinese alla melamina, la proposta-choc è di un gruppo animalista inglese, la Peta. Il gruppo - il cui nome, fortunatamente, non è declinato al maschile - difende la genuinità della sua idea: «Il latte materno è enormemente più sicuro di quello animale, e inoltre avrebbe benefici nutrizionali ben maggiori». Chi prova per primo?