Il Washington Post ai bambini: «Le primarie come il Pokemon»

da Washington

A che cosa serve eleggere il presidente degli Stati Uniti? Sembra una domanda sciocca, ma il Washington Post la prende sul serio e risponde dedicando un’intera pagina a spiegare ai bambini il processo delle primarie cominciate ieri nello Iowa.
Il presidente è «un po’ come il preside della vostra scuola», ma è il leader del Paese. Quello che c’è ora non va più bene, si preoccupa di notare Michael Shear, decano delle pagine politiche del quotidiano della capitale, perché per legge si può essere eletti solo due volte, com’è il caso del presidente George W. Bush.
Per scegliere chi lo debba sostituire la strada è lunga, dura un anno quasi. Per prima cosa sono i partiti a scegliere il loro uomini (o donne): «Pensate ai partiti come a una squadra sportiva, che deve eleggere un capitano». Le principali squadre, quella democratica e quella repubblicana, hanno otto giocatori ciascuna. E via l’elenco.
Che differenza c’è fra gli uni e gli altri? Soprattutto la guerra in Irak: i repubblicani tutti o quasi vogliono vincere e per questo rimanere a combattere, i democratici vogliono andare via e riportare a casa i soldati. La scelta dei capitani è come una partita a Pokemon, il democratico e il repubblicano che collezionano più Stati da oggi a giugno vincono e si sfideranno il 4 novembre. «Anche se potrebbero esserci i rappresentanti di altre squadre minori, il prossimo presidente sarà il capitano democratico o quello repubblicano».
Shear entra nel dettaglio, descrivendo le riunioni dei caucus, in chiese, seminterrati in casa di qualcuno, scuole, centri civici. In New Hampshire, martedì prossimo, il capitano si sceglie in un altro modo. Non ci sono riunioni ma si va a votare in un seggio, spesso una scuola o una stazione dei pompieri.
Nell’estate le convention dei due partiti, i democratici in Colorado e i repubblicani in Minnesota, nomineranno ufficialmente i loro capitani .