Come bisogna misurare il pene?

Con la pubblicazione delle ultime statistiche mondiali sulle dotazioni maschili, negli ultimi giorni non si parla d'altro: le misure del pene. E mentre la media internazionale si attesta a poco più di 13 centimetri, dal Regno Unito arriva la guida definitiva per controllare senza barare quanto generosa sia stata la genetica

Una questione assillante sta letteralmente mettendo sotto assedio i social network, tra interventi autorevoli, argomentazioni ben più comiche e una schiera ben nutrita di leggende metropolitane e altri complotti. Il tema tanto caro ai navigatori non riguarda però le ultime misure economiche decise dal Governo, non la minaccia dell'estremismo né tantomento la sempreverde, e ben meno importante, discussione calcistica. Complice la pubblicazione delle ultime statistiche mondiali, con tanto di media internazionale di poco più di 13 centimetri, da Facebook a Twitter non si parla d'altro: le dimensioni del pene. E dopo la constatazione di come le lunghezze normali siano ben lontane dalle dotazioni tipiche a cui la pornografia ci ha abituato, sorge un annoso dubbio: esiste un modo scientifico per misurare i genitali? Arriva dall'Inghilterra una guida dettagliata per non sbagliarsi davanti allo specchio e, soprattutto, per non barare.

Non stupisce che le dimensioni del pene conquistino tanta rilevanza nelle ultime ore: d'altronde si tratta di una questione con cui gran parte degli uomini fa i conti sin dall'adolescenza, tra confronti impossibili con i divi dei film per adulti e altri stereotipi tutt'altro che reali. E mentre in Inghilterra si organizza la Festa del Pene Piccolo per il prossimo 7 marzo, così da rivendicare la naturalezza del sesso maschile oltre alle eccessive pretese propinate dai media, dalla stessa nazione arrivano curiosità e consigli per convivere al meglio con la propria dotazione.

Direttamente dalle pagine online del NHS, il servizio sanitario pubblico inglese, arriva risposta alle più imbarazzanti domande del genere maschile. Si parte con una rassicurazione: la percezione che l'uomo può avere del suo pene rischia di essere ben più sottistimata di quanto in realtà non sia. Tutta colpa della prospettiva: guardando l'organo dall'alto, infatti, questo risulterebbe più piccolo del reale per effetto ottico. Il primo consiglio dai medici d'Oltremanica, perciò, è quello di prendere consapevolezza con il proprio corpo aiutandosi con lo specchio: la visione frontale sarebbe infatti la più veritiera. È per lo stesso effetto, d'altronde, che si sviluppa la sindrome da spogliatoio: la fobia di doversi spogliare davanti ad altre persone, dopo la palestra o la partita di calcetto, per timore delle proprie dimensioni. Sarebbe proprio questa conseguenza ottica a spiegare perché i genitali altrui appaiano sempre più generosi dei propri. Vi sono poi altre questioni che posso alterare la percezione della propria estetica: dai chiletti di troppo accumulati sull'addome a una peluria troppo folta, passando anche per la tipologia di intimo indossata.

Fatte queste premesse, come misurare il pene senza imbattersi in grossolani errori di valutazione? «Per ottenere una misura precisa» - si legge sul sito inglese - «bisogna procedere in erezione. Si prendano le dimensioni dalla base del pene fino al glande, sulla punta, al foro dell'uretra». Attenzione a non barare: la lunghezza andrà vagliata dal lato superiore del pene, dalla base del pube, e non da quello inferiore per non strappare qualche centimetro in più dal perineo. La circonferenza, infine, si misura semplicemente arrotolando un metro da sarta attorno al membro. In ogni caso, a tutti gli uomini è chiesto di prendere esempio dalla controparte femminile, abituata a controlli periodici dal ginecoloco: forse grazie al tam-tam mediatico, è finalmente giunta l'ora di trovare il proprio andrologo di fiducia.