Infermiera fotografava il pene ai pazienti: licenziata

Un'infermiera newyorkese, accusata di aver fotografato i pazienti a loro insaputa, è stata arrestata e condannata. Accettando il licenziamento e il ritiro della licenza di operatrice sanitaria, ha potuto scontare una pena meno severa

A Syracuse, New York, un'infermiera è stata licenziata per aver fotografato con il suo iPhone 5 il pene di un paziente incosciente, diffondendo in seguito l’immagine tra i colleghi dello Upstate University Hospital, i quali non hanno apprezzato procedendo con una denuncia contro la donna.

La stampa statunitense ha riportato anche che il procedimento, durato poco meno di un anno, si è concluso con l’arresto nel maggio del 2015 della ventisettenne Kristen Johnson, questo il nome della donna. A novembre, l'infermiera si era dichiarata colpevole del reato ascrittole relativo all'illecita condotta e la diffusione di immagini a sfondo sessuale, come riportato nell’articolo 250.55 del codice penale dello Stato di New York; richiedendo il patteggiamento della pena, la ventisettenne aveva anche scelto di accettare il licenziamento con restituzione della licenza da infermiera in cambio di soli tre anni di libertà vigilata.

Il Dipartimento dell'Istruzione ha successivamente dichiarato di aver acconsentito alla richiesta dell’infermiera di restituire la licenza in cambio di uno sconto di pena, sottolineando che la donna “non ha contestato l'accusa di inidoneità morale durante lo svolgimento della professione”. Nello smartphone della Johnson, gli investigatori hanno anche riportato il ritrovamento di un video relativo a un'operazione gastrointestinale di una paziente, anch'essa completamente all'oscuro delle riprese.

Non è la prima volta che accadono episodi del genere in ambiente ospedaliero: infatti, un caso simile si verificò anche in Italia solo alcuni anni fa, ad opera di Daniela Poggiali, all’epoca infermiera presso l’ospedale di Lugo di Romagna, a Ravenna. Le immagini, scattate da una collega e poi diffuse su WhatsApp, ritraevano la Poggiali in posa di scherno accanto al cadavere di una paziente. In quella occasione, entrambe le operatrici vennero licenziate.